venerdì 19 settembre 2014

Viaggiare: il senso del viaggio

Ogni viaggio ha il suo bagaglio. A volte è un trolley elegante, altre borsoni comodi e sformati che han visto tempi - e luoghi - migliori, altre ancora zaini riempiti di fretta in furia ma sempre e comunque leggeri. Quando viaggio nella valigia ci sono abiti, scarpe, libri e tanta voglia di scoprire, il bagaglio più prezioso che ogni volta porto con me. 
Campagna toscana
Lasciare il nido sicuro, affrontare le incognite, scardinare le abitudini: perfino il viaggio più breve e più tranquillo è rinascita e rinnovamento, confronto e condivisione. E' fatto di energia, abilità e capacità conquistate lungo la strada, da donare al ritorno a piene mani senza timore di restarne privi. 
Acquedotto romano, Parco degli Acquedotti - Roma
Il viaggio scivola nella mente e si trasforma da idea in sostanza ancor prima di partire, l'attesa amplifica le aspettative, i contorni del viaggio che sarà si mescolano con quelle dei viaggi fatti. L'itinerario prende forma nella testa, diviene reale senza avere ancora reale consistenza. 
Istria - vista da Labin (Albona)
Dare e avere: durante il viaggio si riceve conoscenza, apertura mentale, stimoli nuovi. Si fanno incontri che restano nel cuore, si scambiano sguardi ed abbracci che scaldano il cuore, si condividono pane e storie.
Varenna (Como) - Lungolago
Un singolo viaggio origina mille percorsi e mille storie, fatte di uomini, di luoghi, di sensazioni irripetibili. Di esperienze che si tramutano in linfa vitale a cui attingere nei momenti di stanchezza, da cui trarre energie per ripartire quando sembra che nulla più possa vincere la stanchezza.
La Foresta Umbra (Puglia - Vico del Gargano)
Viaggiare crea dipendenza ed è normale, una volta rientrati a casa, aver voglia di ripartire immediatamente: per scoprire nuove mete trovate sulle mappe o il cui nome è entrato nel nostro immaginario attraverso storie ascoltate o lette, per scardinare abitudini, per entrare nella dimensione di viaggio - un "non tempo" dove ogni attimo è amplificato - e sperimentare di nuovo la sensazione intensa di vitalità che lo accompagna.

giovedì 18 settembre 2014

Il Festival della Letteratura di viaggio 2014

Il Festival delle Letterature di Viaggio di Roma è un appuntamento che  chi ama viaggiare - o anche solo sognare di farlo, leggendo libri che parlano di viaggi - non dovrebbe assolutamente perdere.

Un evento che, per il settimo anno consecutivo, mette insieme i modi ed i mezzi usuali di interpretazione e rappresentazione della realtà (letteratura, teatro, fotografia, illustrazione, web, giornalismo e cinema) per raccontare il viaggio nelle sue infinite sfaccettature. Il viaggio assume contorni che mutano a seconda delle forme di narrazione utilizzate: visuale, testuale, emozionale.

Il Festival si terrà dal 25 al 28 settembre 2014 nello scenario usuale di Villa Celimontana di Roma, per l'esattezza presso il Palazzetto Mattei sede della Società Geografica Italiana, che verrà trasformato per l'occasione nella "casa del viaggio".

Quest'anno il Festival sarà preceduto da una serie di appuntamenti pre-festival dal 18 al 24 settembre 2014, con eventi che si svilupperanno in diversi luoghi della città uniti  da un fil-rouge narrativo rappresentato dal viaggio inteso come incontro, scoperta, conoscenza, disposizione all'ascolto ed alla comprensione: dalla maratona dantesca che si "correrà" nel circuito delle Biblioteche di Roma, alle visite guidate delle case-museo degli scrittori del passato che hanno scelto Roma come loro musa ispiratrice; dalle passeggiate radioguidate seguendo tracce letterarie fino a scoprire i quartieri multietnici della Capitale ascoltando i racconti dei migranti.

A disposizione dei visitatori del Festival oltre quaranta momenti di incontro con gli autori, contest, premi e laboratori specialistici. Molto interessanti per chi ama raccontare i viaggi attraverso le parole e le immagini è il tradizionale "Laboratorio di scrittura e fotografia in viaggio", tenuto da giornalisti e fotografi di rilievo nazionale nonché i due nuovi Laboratori sul documentario in viaggio e lo storytelling diffuso per blogger e narratori che descrivono il territorio laziale. Per i più piccoli un laboratorio dedicato: potranno scrivere, disegnare, leggere, ascoltare storie seguendo la trame delle Mille ed una notte. Tra le mostre correlate in programma, al Museo di Roma di Palazzo Braschi "Destination Hope", curata dall’agenzia Parallelozero, dove i protagonisti sono i viaggi nel mondo per raccontare il diritto alla salute mentre al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini è aperta al pubblico la mostra “Eritrea. Il Paese Rosso”. 

Durante il Festival a Villa Celimontana aprirà, presso il Portico del Palazzetto Mattei, uno Spazio Libri ed un Caffè Letterario, che proporrà catering realizzati con i prodotti coltivati nelle terre confiscate alla mafia o  da detenuti.

L'ingresso al Festival è gratuito per tutti gli eventi, con l'eccezione delle due mostre a Palazzo Braschi ed al Museo Pigorini. Per saperne di più e selezionare gli appuntamenti che più vi interessano, potete consultare il programma.

Informazioni utili:
Il Festival della Letteratura di Viaggio è a Roma, in Via della Navicella 12 (Villa Celimontana), a breve distanza dal Celio e dal Colosseo. Si può raggiungere con il bus n. 81 (fermata nei pressi) oppure con il tram n. 3 o la Metro B scendendo alla fermata Colosseo e proseguendo con una breve passeggiata a piedi.

mercoledì 17 settembre 2014

10 suggerimenti per visitare Berlino

Berlino continua ad essere una delle mete preferite dai viaggiatori italiani, che la raggiungono grazie ai numerosi collegamenti aerei tra cui molti operati da compagnie low-cost o comunque economiche (Lufthansa, Alitalia, Easyjet, Airberlin, Germanwings quelle che hanno collegamenti diretti). La capitale tedesca è bella in tutte le stagioni: se in estate i parchi cittadini sono verdi e la Sprea, il fiume che attraversa la città, si trasforma in un "lido in città" con spiagge, ombrelloni e sdraio, in inverno la neve trasforma il paesaggio rendendo Berlino suggestiva ed è sempre piacevole entrare nei numerosi caffè e bar di tendenza per sorseggiare un tè caldo o un grog alcolico.

Sempre più al centro dell'Europa, non solo geograficamente. La sperimentazione teatrale, il design innovativo, la musica internazionale partono da qui. Cosa vedere quindi, a Berlino, di essenziale? E come muoversi, vivere, entrare nello spirito della città? A voi, 10 consigli e suggerimenti:

punto 1 - Berlino è due città in una: la vecchia separazione politica tra Berlino est e Berlino ovest continua a vivere nello stile delle architetture e nell'urbanistica. Se Berlino ovest e' commerciale e "mercantile", nella zona est la cultura prevale. Tra musei, istituzioni, università trovano spazio centri di sperimentazione creativa. 
E poiché le due zone non sono vicinissime in termini di distanza, tenetene conto nel programmare gli itinerari: meglio concentrare le visite prima in una zona e poi nell'altra, per evitare di perdere tempo prezioso in metro o sugli autobus.

punto 2 - il quartiere Mitte e la sua piccola enclave Nikolaiviertel, il quartiere più antico di Berlino, sono i miei preferiti: nonostante siano stati completamente (ed, aggiungo, perfettamente) ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno raso al suolo Berlino, qui tutto è a misura d'uomo. Ci si può fermare in un museo, soffermarsi a guardare vetrine, passeggiare pigramente lungo il fiume...  

punto 3 - una delle mete che consiglio sempre è la visita al Bundestag, ovvero al palazzo del Parlamento tedesco. Per visitare la cupola di Norman Forster ed avere la visione a 360° della città, ma anche per vedere come il modo di far politica cambia a seconda delle latitudini. Sia la terrazza che la cupola sono ad ingresso libero ed entrando nell'ascensore che vi ci porta potrete vedere l'emiciclo in cui si riuniscono i deputati tedeschi. La visita dura circa 20 minuti e l'accesso è possibile dalle ore 8.00 alle ore 24.00. I gruppi partono ogni 15 minuti, sono disponibili audioguide, non vi sono costi da sostenere ma... dovete prenotare l'ingresso in anticipo, on line. In realtà se non avete fatto in tempo potete provare a registravi al Servizio Visitatori, in Scheidemannstrasse (aperto dalle 8.00 alle 18.00 in inverno e dalle 8.00 alle 20.00 in estate). Dalla cupola si possono ammirare comodamente il moderno distretto del Governo e le principali attrazioni di Berlino; se poi volete regalarvi un'esperienza unica, potete pranzare o cenare al ristorante aperto sul roof del Bundestag.
punto 4 - turistico ma imperdibile il tour in battello sulla Sprea: passa in mezzo al nuovo quartiere governativo che è particolarmente interessante dal punto di vista architettonico ed è facile stupirsi per quanto a Berlino la politica sia vicina - anche fisicamente - ai cittadini.

I servizi di navigazione solcano i fiumi (il citato Sprea ma anche Havel, Dahme, Panke e Wuhle) ed i numerosi canali che attraversano la città: ci sono più ponti che nella città di Venezia e oltre 180 chilometri navigabili!
punto 5 - non si può andare a Berlino e non visitare i suoi Musei, concentrati per lo più nella Museuminsel, l' "isola dei Musei". Se il Pergamon è imperdibile, con le sue ricostruzioni di città classiche e statue imponenti, da inserire in itinerario anche la Gemailde e la Neue Nationalgalerie. Mentre struggente e architettonicamente molto bello è il Museo dell'Olocaustoemotivamente "forte". I maschietti adoreranno poi il museo della tecnica, con una ricca collezione di aerei e mezzi di trasporto
punto 6 - da visitare, perché sembra rimasto agli anni '60-70 e per l'aria bohèmienne che vi si respira, il quartiere di Prenzelauerberg, le cui strade sono invase da negozi di artigiani, giovani designer, attività sperimentali e per cenare c'è l'imbarazzo della scelta: è pieno di locali, sia tedeschi che etnici. Per lo shopping (i prezzi praticati dai negozi sono simili a quelli di Roma) imbattibile per numero di esercizi commerciali e ampia scelta è invece Berlino ovest (ci sono centri commerciali grandi come il KaDeWe e catene di abbigliamento internazionali), ma a Berlino est in compenso si trovano boutique di stilisti emergenti e studi di designer.
punto 7 - Unter den Linden è un pezzo di storia europea, il vero cuore pulsante di Berlino da cui si raggiungono tutte le principali attrazioni: va percorsa con passo lento e con lo spirito dell'archeologo che cerca le tracce del passato di cui ha letto sui libri. I tigli che danno il nome alla via ci sono davvero e sullo sfondo la Porta di Brandeburgo vi attende per mostrarvi la quadriga alata. La porta è bassina, non aspettatevi un colosso, ma è l'unica rimasta delle tante che adornavano la capitale tedesca. E se vi capita di vedere strani velocipedi adattati a birreria, tranquilli, non è un miraggio!

punto 8 - Berlino è birra, wurstel, crauti, frikadellen (polpettine), stinco di maiale e carré ma anche buon pesce sia di fiume che di mare da assaggiare nei tanti ristoranti dai costi ancora sopportabili. Per spendere meno basta allontanarsi dal Mitte e puntare sui quartieri (bezirk) Kreuzberg, Lichtenberg, Friedrichshain oppure accontentarsi dello street-food, primo tra tutti il curry wurst (hot-dog con ketchup aromatizzato al curry, per me non sono eccezionali ma costano poco e saziano) 

punto 9 - Per una visita da turista low cost, utile da fare non appena si arriva a Berlino in modo da avere una visione globale della città, si utilizzano i bus n. 100 e n. 200: toccano quasi tutte le attrazioni che normalmente vengono raggiunte dai bus turistici hop on-hop-off ma al costo di un normale biglietto del bus! A proposito di mezzi di trasporto, indispensabili in una città tanto estesa: evitate le tessere per turisti ed acquistate i biglietti giornalieri o settimanali a seconda della durata del vostro soggiorno. Sempre in tema di trasporto urbano, un avviso importante: le stazioni delle metropolitane non hanno cancelli o porte, si sale direttamente sui treni senza controlli preventivi, ma spesso passano gli addetti e se si dimentica di acquistare il biglietto o di obliterare i biglietti son dolori.
punto 10: Berlino ha due aeroporti, Tegel e Schoenefeld. Per arrivare in città dall'aeroporto Tegel, il più centrale, si prendono i bus urbani Jet TXL (destinazione Stazione centrale), lo X9 (fino alla fermata della metro Zoo) ed il 109. Il tragitto è di circa 30 minuti ed il biglietto costa 2€. L'aeroporto Schoenefeld, più distante, è invece collegato al centro della città dal treno Airport Express (riconoscibile dal colore rosso). Qui il tragitto è di circa 30 chilometri ed il biglietto costa 3€. Altre alternative lo Shuttle Bus (6€) oppure le linee S9 o S45 del treno della S-Bahn, la ferrovia leggera che passa per Berlino collegandola con il suo interland e che è attiva anche la notte.

martedì 16 settembre 2014

Escursioni in Canada: Niagara Falls

Ebbene sì, anche noi abbiamo ceduto alle lusinghe del luogo! D'altronde, con base a Toronto è quasi impossibile non allungare la strada di un centinaio di chilometri e regalarsi l'emozione adrenalinica di affrontare le Cascate del NiagaraEd ora ad esperienza fatta possiamo dirlo : è un'esperienza divertentissima!
Da Toronto - se volete saperne di più su cosa fare/vedere/andare nella capitale dell'Ontario, leggete i miei post pubblicati su Trippando - basta seguire la Freeway in direzione Burlington/Hamilton e quindi dopo aver attraversato il grande ponte sull'Hamilton Harbour, seguire la Queen Elizabeth Way, che costeggia il Lago Ontario per poi arrivare a Niagara Falls.
Che siete in fase di arrivo lo capirete da una serie di segnali:
  •  il traffico di bus ed auto che si intensifica:
  • i negozi, gli outlet ed i casinò rubano la scena ai vigneti (siamo nel Canada vitivinicolo, distese ed ettari di terreno coltivato, e qualche winery dove dedicarsi al wine tasting;
  • a poca distanza, sul cosiddetto "ponte dell'arcobaleno", lunghe file di auto: sul ponte corre il confine tra gli USA ed il Canada e se volete fare una puntata anche a Buffalo, anche solo per il gusto di dire "sono stato negli Stati Uniti!", ricordatevi di richiedere  on line per tempo il visto turistico Esta. Tra l'altro, il ponte costituisce uno dei migliori punti di osservazone delle cascate!
Giunti finalmente a Niagara Falls, una cittadina a mio parere priva di qualsiasi attrattiva a parte le omonime cascate, cercate un parcheggio. Ce ne sono diversi ed uno dei più economici perchè leggermente più distante - 10 minuti di strada in più da fare - si trova proprio sulla strada in discesa che porta alle cascate...
Con 10 dollari canadesi parcheggiate l'auto per il tempo sufficiente a farvi una bella passeggiata, vedere con calma le cascate ed anche a vivere qualche esperienza decisamente molto umida...

In alternativa, nello slargo verde che affaccia sulle cascate e quasi sotto la Skylon Tower, c'è un parcheggio comodo che, per 15 dollari canadesi, vi consente 3 ore di sosta, più che sufficienti a mio parere.

Siamo onesti: viste dall'alto le cascate del Niagara sono belle, grandi e spumeggianti ma... bassine, a dirla tutta! Abituati alle nostre cascate alpine o anche alle Cascate delle Marmore, i 51 metri di altezza delle Falls sembrano ben poca cosa! E' purtuttavia vero che la massa d'acqua che viene trasportata dal fiume Niagara è davvero notevole - oltre 160.000 metri cubi al minuti nel periodo di massima piena - e da sola riesce a rende grandioso l'insieme delle cascate. Non a caso si parla di falls, cascate al plurale: il fiume è unico ma i getti d'acqua sono tre, divisi tra il territorio americano (American Falls e Bridal Veil Falls) e quello canadese (Horseshoe Falls, decisamente le più note, spesso  utilizzate come scenario dei film).

Scattate le foto, fatti mille selfie con lo sfondo delle cascate, osservata la moltitudine di turisti che visitano questo luogo... è ora di imbarcarsi per vedere da "vicino vicino" le cascate! Avete più possibilità: farvi una lunga passeggiata su passerelle di legno fino a lambire l'acqua delle cascate, ammirare la massa d'acqua illuminata da decine di luc colorate (di sera) oppure... salire a bordo di una delle imbarcazioni che sfidano la forza dell'acqua! 
Sul lato canadese la gestione delle barche che portano i turisti sotto le cascate è di Hornblower Niagara Falls Boat Tour, mentre sul lato americano la gestione è di Maid Mist: entrambe sono rodatissime e ed organizzate ed i rispettivi passeggeri si riconoscono dal colore degli impermeabili che vengono fatti indossare: blu per la Maid of the Mist, verde per Hornblower Cruise. Considerato che ogni imbarcazione può portare decine e decine di ospiti, tutti muniti di impermeabile colorato, dall'alto il colpo d'occhio è notevole: due macchie colorate che ondeggiano pericolosamente!

La nostra scelta, obbligata perché da brava smemorata mi ero dimenticata i visti Esta in albergo, è caduta sulla compagnia Hornblower e va detto che l'organizzazione canadese merita un lunghissimo applauso!
Subito dopo aver acquistato il biglietto ($ 22,54 a testa tasse incluse), si percorre un corridoio in discesa che porta alla piattaforma degli ascensori veloci che portano fino alla base del fiume. Verrete "sottoposti" all'immancabile foto di rito (se volete potete acquistarla all'uscita, ma insomma... se ne può anche fare a meno!) e si passa in un gazebo dove viene consegnato il mitico impermeabile verde, che vi consiglio caldamente di indossare anche se può sembrare leggero e poco utile. Quindi, intruppati come tanti soldatini dal colorito itterico, si sale sull'imbarcazione. 
Il tempo di far partire i motori e... si inizia a ballare! La barca segue un itinerario sperimentato ma nonostante ciò la forza dell'acqua è così potente che già sotto l'American Falls beccheggia pericolosamente.

Ancora più avanti, tagliando con la chiglia i flutti spumeggianti, ci si avvigin alla Bridal Veil Falls. Il tempo di scattare le foto (portatevi una busta di plastica o una custodia impermeabile se non volete rischiare di danneggiare la macchina fotografica!) e ci si avvicina al momento più elettrizzante, quando l'acqua che scende dalle Horseshoes Falls esplode nell'aria alzando colonne di microscopiche goccioline che riescono ad inzuppare i turisti fin... nelle mutande!
La cosa buffa è che invece di arrabbiarsi, tutti sono contenti come pasque di questo "bagno iniziatico" e alla fine, una volta scesi dal battello, sarà proprio questa esperienza ciò che resterà di più nei ricordi!
Finito il giro in barca, si riprende l'ascensore per tornare fino all'uscita che si trova al livello del parco, non prima di esser passati obbligatoriamente nello store con i gadget delle cascate. In tutto l'esperienza dura una mezz'ora e le imbarcazioni partono ogni 15 minuti: anche se un po' di fila va messa nel conto, l'accesso è veloce.
Ah, ricordatevi che sulla barca ci si bagna davvero, non molto ma ci si bagna. In estate non è un grosso problema ma in autunno ed in primavera potrebber essere noioso. Quindi prevedete una maglietta di ricambio o... un impermeabile migliore di quello incluso nel costo del biglietto!


lunedì 15 settembre 2014

Primo viaggio in Sardegna, con mille emozioni.

Tanta attesa e tante aspettative. L'intenzione di vedere quanto più possibile. La voglia di non fermarmi alle apparenze o ai soliti luoghi comuni. La promessa, fatta a me stessa, di aprire gli occhi per riempirli di ogni più piccolo dettaglio. E la certezza che al ritorno avrei avuto il cuore pieno di malinconia. E' cominciata così, con questi pensieri, il viaggio in Sardegna: per me il primo incontro in assoluto con la terra sarda, per Francesco il ritorno - a distanza di un paio di decenni - nell'isola dove ha lavorato e vissuto una vita "altra". Per entrambi, una sorta di emozione pudica, non espressa ma presente.
Il tragitto per arrivare da Roma in Sardegna assume i contorni di un vero viaggio: la scelta di utilizzare il traghetto anziché l'aereo - opzione obbligata a causa dei bagagli e dei costi - rallenta i ritmi e ci fa precipitare in una nuova dimensione, in un non-tempo e non-luogo che prepara all'incontro - ed all'abbraccio, caldo e affettuoso - con l'isola che ci aspetta al di là del Tirreno. Di notte il mare è una diapositiva bruciata, non ci sono luci al di fuori di quelle della nave e la traversata trascorre lenta nelle cuccette, cullati dal ronzio e dalle vibrazioni dei motori della nave, sottofondo a sogni e a pensieri.
Con l'alba arriva la terraferma, montagne sinuose sbarrano la via alle onde e accolgono materne i naviganti. Le luci che demarcano il porto ci appaiono ghirlande augurali poste strategicamente per dare il saluto di benvenuto a chi arriva dopo aver attraversato il mare. E finalmente, mentre il sole pian piano rende rosa  l'orizzonte, la Sardegna si svela.

La luce del sole non fa in tempo a spandersi nella sua forza che diviene salda la certezza di essere - finalmente - arrivati in una terra magica: il cuore è felice ed inizia improvviso a battere più veloce, seguendo ritmi antichi che dalla terra promanano attraverso gli alberi, le rocce, i muri tirati su pietra dopo pietra. Sullo sfondo appaiono le alture che circondano Olbia, linee frastagliata di falesie che danno un senso di straniamento, di deja-vù: dolomiti in miniatura oppure torri e case di giganti che qui son vissuti per millenni?

Da Olbia dobbiamo arrivare a Vignola, nel comune di Aglientu, sulla costa nord occidentale: invece di prendere la strada più rapida scegliamo di allungare il percorso per seguire un itinerario alla scoperta delle origini della Sardegna e in un balzo temporale torniamo indietro di millenni.
La prima meta è infatti un omaggio alla Sardegna ed alla sua storia, una lunga passeggiata tra i campi ancora prima che il sole diventi caldo e difficile da sopportare, seguendo sentieri nascosti che costeggiano rovi carichi di more. Cerchiamo la Tomba Pascaredda, è a breve distanza da Luras ed è una delle tante Tombe di Giganti presenti sull'isola, tombe preistoriche legate ai riti funerari dei primi abitanti dell'isola. 
Lungo la strada per Vignola vediamo muri a secco che serpeggiano senza fine per i campi, fichi d'india carichi di frutti aranciati, pascoli strappati a fatica a campi pietrosi e strisce verdissime di macchia mediterranea e di pinete, dove il profumo di mirto, di elicriso e di liquirizia ci inebria. E' il profumo della Sardegna, l'odore di territori immensi attraversati da strade che corrono tra la costa, il cielo e il mare, dove l'uomo è solo una casualità.
Piccoli paesi, borghi immobili sotto il sole di un settembre che qui è ancora estate piena, città ordinatissime legate alle tradizioni. Tempio ci ha accolto con i colori della festa di Sant'Isidoro, patrono degli agricoltori, con le sue case di pietra grigia e le strade lucide, i bimbi con i vestiti tradizionali ed i buoi con i carri addobbati a festa. E con un mazzetto di spighe di grano, dono augurale di prosperità.


E infine, dopo chilometri di paesaggi aspri e struggenti, finalmente l'incontro con il mare di Sardegna. E' davvero così come appare nelle foto, cartolina e manifesto pubblicitario creato senza alcun bisogno di strateghi di marketing. Azzurro. Anzi, di infinite sfumature d'azzurro, con mille e mille calette dove le onde si infrangono poderose sugli scogli, mentre la linea della costa che tenta di contenerlo sembra tracciata da un pittore generoso, che ha usato a piene mani il verde, l'ocra, il rosa.
Perché bisogna ammetterlo: si viene in Sardegna per la sua storia, per le sue tradizioni secolari, per la natura ancora incontaminata e talvolta selvaggia ma alla fine è lui, il mare di Sardegna, che si vuol vedere. 



Il mare, o le tante forme del mare? In Sardegna, a distanza di pochi chilometri cambia completamente il paesaggio: dalle spiagge di rena rosa o finissima che pare talco, si passa alle cale con le rocce scolpite dal vento e dall'acqua, che assumono contorni bizzarri fino a tramutarsi in animali preistorici o mostri spaventosamente buoni ed immobili.

Un viaggio che è mille viaggi e mille scoperte.
Un incontro che è innamoramento.
Un'isola che è anche un continente. 
Il nostro viaggio in Sardegna è stato davvero speciale.
Anche e soprattutto per i tanti suggerimenti e consigli che ci sono stati dati, spesso direttamente "on the road", da amici e colleghi. Ed un ringraziamento speciale va ad Eleonora C., perché senza i suoi preziosi consigli e le dritte di chi nella Sardegna del nord ci vive e ci lavora, il nostro viaggio sarebbe stato assai meno interessante e decisamente più "turistico". E mi spiace tanto se non siamo riuscite ad incontrarci ma... questo è davvero un buon motivo per tornare! 

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