venerdì 24 maggio 2013

Castelfalfi, alla (ri) scoperta di un borgo toscano

Ilprossimo sarà un week end davvero speciale: grazie a "A ciascuno il suo", il progetto di blogtour autogestito nato dalla fervida mente di Silvia Ceriegi (Trippando), Alessandro Bertini (Girovagate) ed Aurora Domeniconi (Aury's Passions) avrò la possibilità di tornare, dopo anni di lontananza, in un piccolo borgo toscano che racchiude tra i suoi vicoli tracce di storia e di tradizione, ben mixati - grazie a Toscana Resort Castelfalfi - con il culto dell'ospitalità e del buon vivere.
E, soprattutto, a distanza strategicamente comoda per visitare Siena, Firenze, Pisa.
Nei miei ricordi lontani Castelfalfi, microscopica frazione di Montaione, è un insieme di case abbandonate raccolte attorno al Castello, persiane stinte dal tempo e qualche gatto pigramente appisolato sotto il sole.
Uno stagno, qualche papera, diverse rane e poco più.

Però ricordo il calore che sprigionavano i mattoni delle case, la sensazione di essere in un luogo dove il tempo si era fermato per regalare ai suoi ospiti il piacere di vivere, attimo dopo attimo, i riti delle stagioni.
Sono davvero curiosa di vedere come è stato trasformato Castelfalfi dopo gli imponenti investimenti fatti per riportarlo agli antichi splendori... nel progetto definitivo del Resort sono previsti addirittura tre alberghi, maneggi, Club House e campi di golf nonché un buon numero di appartamenti indipendenti ricavati all'interno del borgo medievale - dove il gusto e l'estetica tradizionale vanno a braccetto con i comfort e le innovazioni tecnologiche - destinati agli amanti del bello e della Toscana "vera"...
La stessa tradizione che ritroveremo all'interno del boutique hotel "La Tabaccaia", realizzato attraverso la sapiente ristrutturazione del vecchio essiccatoio del tabacco che veniva raccolto nei campi della tenuta (anche questo è un modo per regalare nuova vita a strutture che altrimenti sarebbero destinate ad essere lasciate cadere nell'oblio!) e nel ristorante "Il Rosmarino", che già nel nome richiama le erbe e gli aromi che caratterizzano la cucina di territorio. Il ristorante utilizza esclusivamente prodotti a km. 0, coltivati nella Tenuta o comunque provenienti dalle zone circostanti. E può contare su un olio saporito e un vino rosso destinati a far parlare...

Nel blogtour non saremo da soli: con noi altre due coppie con i rispettivi accompagnatori (Aurora Domeniconi di Aury's Passions e Sara Paolucci di Travelgum) ed insieme a loro io e Francesco avremo la possibilità di andare a cavallo, prendere lezioni di golf, fare degustazioni guidate e visite alle cantine e ai vigneti, diventare pizzaioli per gioco e bartender per scommessa, ma soprattutto potremo staccare dal caos della città e immergerci nella vita semplice della campagna, recuperando energie e cercando di capire qual'è il segreto che rende Castelfalfi così speciale.
Da Castelfalfi saremo liberi di andare alla scoperta dei dintorni, Volterra e San Gimignano sono a mezz'ora di macchina, mentre sempre nel comune di Montaione, non distante da Castelfalfi, c'è un gioiello sconosciuto ai più, che non vedo l'ora di visitare: il "Sacro Monte di San Vivaldo", un eremo francescano del 1300 definito anche la "Gerusalemme di Toscana" e insignito della denominazione di monumento nazionale, caratterizzato da un complesso di 25 cappelle costruite nel mezzo del bosco, ognuna diversa dall'altra e che riproducono, in scala ridotta, la città di Gerusalemme così come la doveva vedere un pellegrino del 1400.
Io sto cominciando a preparare la valigia. E gli scarponcini da trekking, per andare nei campi ed in mezzo ai filari di viti. Non so voi, ma a me questo blog tour comincia a piacermi sempre di più... e se volete seguirci (noi faremo del nostro meglio per raccontare in diretta la nostra esperienza tramite Facebook e Twitter, questo è il sentiero digitale da seguire: #back2Castelfalfi.





credit: tutte le foto sono tratte dal sito web di Castelfalfi 

giovedì 23 maggio 2013

Milano dall'alto, dalla Terrazza Martini e sotto le stelle...

Milano è una città che non affascina tutti al primo impatto, ha bisogno di tempo e di pazienza per far innamorare chi la visita. Bisogna camminare a lungo per le sue strade, attraversarne le piazze, farsi sorprendere dagli scorci nascosti tra cortili e vicoli.
Solo così, pian piano, entra nel cuore per non uscirne più. Tuttavia c'è un modo diverso per scoprire la città, che fa scoccare istantaneo il colpo di fulmine: vedere Milano dall'alto.
Possibilmente, di notte.
Il modo più semplice è salire sulla terrazza del Duomo e sbirciare tra le guglie ed i ricami di pietra: da qui potrete sentirvi al centro della città, con alla vostra destra la Galleria, a sinistra l'Arengario ed il Palazzo Reale e davanti, sullo sfondo, il Castello sforzesco.
Ma se ne avete la possibilità (è difficile, lo so bene, perché è aperta solo per feste, eventi e presentazioni, come è stato in occasione della cena offerta da Indesit in occasione di Support Your Hero), salite sulla Terrazza Martini. Dalle vetrate del 15°piano del grattacielo di Piazza Diaz, ed ancor più in alto, dalla terrazza sovrastante, dominerete tutto il panorama di Milano: il Duomo talmente vicino da poterlo quasi toccare, la Torre Velasca con la sua mole imponente, i grattacieli di acciaio di Unicredit e la sagoma inconfondibile del Pirellone che svettano lontani.
Le guglie del Duomo, illuminate nella notte, appaiono come i pinnacoli creati per gioco con la sabbia bagnata sulla battigia del mare, la statua della Madunìn brilla di luce infinita nel cielo cielo.
Dall'alto della Terrazza la città è lontana, i suoni giungono attutiti e l'unico rumore che si sente è il fruscio del vento che porta gli odori delle campagne e dei fiumi lontani. Siamo su una nuvola, sospesa sulla città, distanti dalle strade immerse nel caos. Da qui le persone appaiono come puntini che si muovono frettolosi. E noi siamo come i gabbiani, con ali grandi e tanta voglia di volare nel cielo.
Anche se è solo per una sera e domani si torna alla realtà ed alla quotidianità fatta di lavoro, di casa, di famiglia, bé, per una sera voglio dimenticarmi di tutto e di tutti e vivere un sogno...

Indesit Support Your Hero Milano 2013: glamour, fashion e... shopping!

Milano possiede una marcia in più rispetto a tante altre città d'Italia per la capacità di organizzazione, la proiezione nel domani, l'attenzione ai trend emergenti ed al design innovativo (Roma, nonostante sia la capitale d'Italia, al confronto sembra una signora un po' âgées che cerca disperatamente di tenersi in forma con creme, ritocchini, guaine strizzaciccia... senza riuscire ad ottenere grandi risultati!).
Non per nulla a Milano esiste il "quadrilatero della moda" - scampolo di città delimitato da Via Montenapoleone, Via della Spiga, Via Manzoni e Corso Venezia dove sono concentrati i nomi di spicco dell'alta moda internazionale - ci sono le Fashion week, il Salone del Mobile con il Fuorisalone, Taste ed i Food days: nel capoluogo lombardo ci sono talmente tanti eventi diluiti nel corso dell'anno che è quasi impossibile non trovare qualcosa di interessante da fare! 

E, secondo voi, cosa poteva prevedere il programma che Indesit ha dedicato ai "campioni" di Support Your Hero, se non una total full immersion nel glamour?

A partire dal soggiorno presso il Westin Palace, hotel pluristellato dove gli arredi in stile impero, i velluti, i broccati e le modanature dorate sono la normalità (la nostra stanza era terribilmente enorme, marmorizzata, dorata e cristallata!), fino ad arrivare ai transfer con autista e berlina con vetri oscurati a disposizione, ogni dettaglio è stato curato affinché tutti gli ospiti di Indesit potessero vivere una giornata da ricordare.
Se per i nostri Heroes l'esperienza è stata esaltante, non di meno lo è stata per noi Supporter: un intero pomeriggio dedicato al mondo della moda e del lusso!
Prima una sessione di shopping compulsivo tra le scarpe e le borse di Sergio Rossi (riuscite ad immaginare cosa accade quando più di 30 donne entrano in un negozio di lusso - di quelli che accolgono le migliori clienti con la flûte di  prosecco e  chicche di cioccolato - con un solo diktat: scegliete ciò che vi piace, fatelo confezionare e… non passate dalla cassa perché è già vostra?), poi appuntamento beauty in uno dei più famosi saloni di bellezza di Milano per una sessione di trucco e parrucco che ci ha trasformato da belle cenerentole in splendide principesse!
Sempre scortate da hostess ed esperte di moda e life style pronte a consigliare, suggerire, aiutare nelle scelte... 
Antea, la nostra guida per le vie dello shopping
Fare shopping e dedicarsi alla cura della propria bellezza sono attività terribilmente stancanti... ore ed ore in giro per negozi, la fatica di dover guardare vetrine, la difficoltà delle scelte, l'impegno mentale richiesto per decidere se è meglio il colore verde o il fucsia... ci vorrebbe proprio un momento di pausa rigenerante!

Detto, fatto!

Il bar del Bulgari Hotel, una delle location più glamourous di Milano, ci aspettava per servirci cocktail colorati e frizzantini, accompagnati da piccole delizie... vabbé che giocavamo a fare le modaiole (o, come dice Antonella, le WAGs) ma credo che nessuno dei vippissimi frequentatori si sia  mai gettato sul cibo come noi... 


mercoledì 22 maggio 2013

Indesit Support Your Hero Milano 2013: cronache dal sogno

Si può scegliere di visitare Milano privilegiando uno solo dei suoi mille volti oppure lasciare che la città ti avvolga totalmente. Perché Milano è una ma ha in sé mille vite: la Milano rampante, la Milano del business, Milano dell’arte e della cultura, quella delle case di ringhiera e dei Navigli, la città che ti accoglie senza tante smancerie e che nasconde un cuore d’oro dietro la maschera burbera… e poi c’è la Milano senza la O finale, quella che ogni domenica indossa l’abito rosso e nero. Che ogni domenica celebra una liturgia al contempo laica ed eroica nel grande tempio grigio e rosso con il cuore di cemento armato ed acciaio. 

Ecco, si può aver voglia di vedere Milano anche dal bordo dello stadio Meazza. Toccandone l'erba, respirandone l'aria, sedendo sulle panchine riservate ai celebranti del rito che inneggia al pallone. Per entrare, in silenzio reverenziale ed in punta di piedi, nella leggenda.
E magari farne parte, anche solo per qualche ora.
Ed è questa l’avventura (solo “avventura”? No, manca un aggettivo fondamentale: magnifica…) che io e Francesco abbiamo vissuto dal 19 al 21 maggio, grazie ad Indesit ed al suo contest Support your Hero di cui ho accennato in un post di qualche giorno fa: per due giorni abbiamo vissuto il football "dall'altra parte", entrando  dalla porta principale, quella normalmente riservata ai calciatori ed ai Vip. 
L’accoglienza che è stata riservata a noi e agli altri 33 vincitori del contest, arrivati da ogni parte d’Europa per "vivere una giornata da campioni”, è stata grandiosa, quasi  al limite dell’opulenza, assai più di quanto si possa immaginare... 
Dalla Russia, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Turchia, dalla Bulgaria, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Romania, dalla Spagna, dalla Slovacchia e perfino dalla lontana Ukraina  sono confluiti al Westin Palace Hotel di Milano giovani e meno giovani, accompagnati da mogli, figlie, sorelle, fidanzate. Due giorni pienissimi di eventi, ma ancora di più di emozioni. Che poi son quelle che restano nel cuore e fanno continuare il sogno anche una volta rientrati a casa.
Con una perfetta sincronizzazione dei tempi, i “signori uomini” (i nostri Heroes!) sono stati subito accompagnati alla sede del Milan di Milanello per uno stage di allenamento e preparazione.

Tutto come veri professionisti: il brunch prepartita, il meeting in sala riunioni per la presentazione delle squadre che si sarebbero sfidate sul terreno di gioco di San Siro, l’allenamento con allenatori professionisti, lo studio della tattica e dello schema di gioco con il Mister, la consegna del set da gioco con le magliette ufficiali (perfino con il nome stampato… fino alla formazione delle squadre che si sarebbero sfidate nel triangolare: Arsenal, Paris St. Germain e Milan, come le grandi società di serie A sponsorizzate dalla Indesit (Francesco lo riconoscete perché è quello che indossa la maglia con il n. 5 del Paris St. Germain!)
Stadio Meazza: gli atleti in campo con Daniel Bravo
Gianluca Zambrotta e Daniel Bravo
Sorpresa delle sorprese: nelle formazioni di gioco sono stati inseriti anche giocatori del calibro di Adams, Bravo, Pires, Zambrotta ed hanno fornito supporto miti del football come Franco Baresi, Billy Costacurta e Daniele Massaro, che hanno apportato il plus della competenza e dell'esperienza.

Alessandro "Billy" Costacurta e Franco Baresi
Zambrotta e Bravo

E le signore Supporter, nel frattempo, cosa hanno fatto? Mi spiace, ma dovete avere pazienza, ho talmente tanto da raccontare che rimando la "woman experience story" ad altro post. Così come - probabilmente - sarà necessario un terzo post per raccontarvi qualcosa sui due locali (famosi!!!!) dove siamo stati ospiti per i dinner.

Riuscirete a resistere alla curiosità? Per il momento, vi basti sapere e che siamo state trascinate (tutte volontariamente e senza alcuna costrizione!) in una serie di appuntamenti da urlo tra negozi e location in quella che una volta si sarebbe definita la Milano "da bere".
Il PSG di Support your Heroes schierato prima del calcio di inizio
Fair play e saluti tra squadre rivali

Torniamo agli Heroes. E torniamo a Francesco, rientrato alla sera in hotel dopo l'esperienza di Milanello entusiasta e con gli occhi lucidi dalla gioia: loquace come non mai, grazie ai suoi dettagliatissimi racconti ho avuto la sensazione di essere stata anche io agli allenamenti preparatori!
Vi assicuro che non c’è nulla di più emozionante che vedere il proprio compagno, colui con il quale hai liberamente deciso di percorrere un tratto della strada che si chiama vita, felice come un bambino cui è stato regalato il balocco desiderato da tanto tempo!
La sua felicità è diventata la mia felicità, il suo entusiasmo mi ha contagiato talmente tanto che il giorno dopo, quando sono entrata nel grande tempio del calcio meneghino, bé, non ci crederete, ma mi son commossa al punto di dover tirare fuori il fazzoletto!
Non perché fossi nello stadio, ovvio, ma perché ho provato un momento di empatia totale con Francesco, ho sentito la sua trepidazione, l’incredulità di chi ha realizzato il sogno di una vita: dopo tanti anni passati a correr dietro una palla sui campetti delle parrocchie prima e dei club di periferia poi, finalmente uno stadio “vero”, con tribune, curve, porte... e sopra solo il cielo, dove corrono libere le nuvole. 
Ho ascoltato il suo cuore che gridava “eccomi, io sono  qui!”, ho immaginato quanto dovesse essere forte l’emozione di attraversare il tunnel che porta nell’arena, sentire risuonare nel Meazza il proprio nome pronunciato dallo speaker. Si, ho pianto, e non me ne vergogno. 

Per me che non so nemmeno bene cosa sia un rigore o un calcio d’angolo, vedere giocare al top delle loro possibilità tutti i partecipanti mi ha trasformata: bardata con tutti i gadget possibili e immaginabili (fischietto, tricchettracche e perfino il bandierone del Paris St. Germain) ho scorrazzato munita di macchina fotografica da un lato all’altro della tribuna, urlando e saltellando...
Per fortuna che a riportarmi “sulla terra” c'era la mia amica Antonella Piemonte (si, proprio la Anto del blog Blogacavolo, anche lei selezionata per partecipare all’evento Indesit assieme al suo Giovanni)!
E tra urla, applausi, qualche intervista estemporanea che ci hanno fatto i giornalisti presenti e tante, ma proprio tante, chiacchiere, è stata l’occasione per ritrovarci dopo mesi di chat on line e di incontri virtuali sulla pagina di Casafacile, di cui siamo entrambe fan e temporanee CF's Family tester
Ma non è finita qui… 
La coppa dei vincitori: dal management  Indesit  viene consegnata a Billy Costacurta 
il capitano Monsieur Mansour e Francesco
Giocatori felici a fine partita: le età diverse non sono importanti...
Dopo il lunch post partita, che ha riunito intorno ai tavoli il team Indesit, gli organizzatori ed i giocatori con le rispettive accompagnatrici, sono stati premiati gli Heroes e le Supporter che si sono distinti per capacità, bravura, fantasia e… (vi prego, no comment, please. Già me li son  fatti da sola...) ebbene sì, con lo slogan che avevo “confezionato” per presentare Francesco ( "Ho consumato gli scarpini, ma non la voglia"), sono stata nominata best supporter of tournement!
Non ci potevo (e ancora non ci posso…) credere. Lo striscione stampato in formato mega è bellissimo.  Soprattutto è inserito in un tubo da grafico e sono sicura che arriverà a casa in perfetto stato.
Mi spiegate, invece, come si fa a prendere il treno per tornare a Roma con una lavatrice Indesit di alta gamma nel bagaglio?!? 

venerdì 17 maggio 2013

#invasionidigitali 2013: sintesi di un successo

Chi mi ha seguito il mese scorso (blog, Twitter, Facebook) sa che ho partecipato ad Invasioni digitali proponendo  quale luogo di invasione Buonconvento, il piccolo borgo  della Toscana cui sono particolarmente legata: seguendo  questo link trovate il report della giornata, con foto, itinerari e commenti.

Con Invasioni digitali sono state portate all'attenzione del grande pubblico realtà culturali, ambientali ed artistiche italiane poco conosciute, è stato mostrato che si può fare promozione culturale anche attraverso i social media ed è stato reso fruibile un patrimonio altrimenti invisibile.

Soprattutto è  stata una manifestazione andata ben oltre ogni più rosea aspettativa: 225 invasioni (quasi in ogni regione d'Italia), poco meno di 10.000 invasori dislocati su tutto il territorio nazionale, il web impazzito per le migliaia di post, tweet ed interazioni social... e tutto  senza far spendere una lira alle finanze pubbliche!

Se siete curiosi di saperne di più e vi interessa approfondire  i numeri, vi invito a leggere l'infografica creata da Antonio Ficai.  Quel che mi rende molto, molto soddisfatta, è di essere riusciti, tutti insieme, a far smuovere l'elefante burocrazia e a mettere un po' di pepe social nella comunicazione istituzionale. E nel mio piccolo, sono molto soddisfatta.

Voi che ne dite, l'anno prossimo si replica?



giovedì 16 maggio 2013

La notte dei Musei 2013



Sabato prossimo non prendete impegni.
O, meglio, prendeteli ma non dalle 20.00 alle 24.00.

Perché anche quest'anno il Ministero per i beni e le attività culturali invita tutti noi a partecipare alla Notte dei Musei, un grande avvenimento che coinvolge molti  Musei statali italiani.

Il 18 maggio 2013 dalle 20.00 alle 24.00 resteranno aperti e consentiranno l'ingresso - gratuito! - a chiunque vorrà visitarli.

Occasione ghiotta e ricca per riprendere il possesso delle nostre città, per visitare "quel" Museo di cui abbiamo sentito parlare ma non abbiamo mai avuto il tempo per farlo, per far vivere una serata davvero speciale ai bambini e per avvicinare i ragazzi alle meraviglie artistiche del nostro Paese.

E per rendere più ancora più allettante l'avvenimento, in parecchi Musei verranno organizzati concerti, percorsi guidati, mostre tematiche e specializzate. Alcuni degli eventi sono su prenotazione, per cui prima di andare è bene verificare sul sito le informazioni necessarie. L'offerta è davvero ampia e per tutti i gusti, difficile non trovare nulla...

A Roma, ad esempio, presso il Museo di Palazzo Massimo alle Terme la scultura e l'affresco dell'antica Roma verranno proposti attraverso performance sperimentali secondo il metodo Dreamland (la casualità di un gioco di dadi alti oltre un metro darà vita ad un'opera d'arte estemporanea), il Museo Etrusco di Villa Giulia allieterà i visitatori con concerti e sperimentazioni sonore e la "Regina Viarum", Via Appia, accoglierà i "nottambuli" presso il Mausoleo di Cecilia Metella, per avvolgerli in una romantica atmosfera notturna.

Non volete immergervi nella cultura classica? Non perdetevi allora la proposta dell'Atac, l'azienda dei trasporti di Roma, che apre al pubblico la collezione di locomotori e vetture tramviarie e accoglierà i visitatori con concerti e drink.

Conoscete già tutti i Musei di Roma? Volete approfittarne, visto che è sabato, per fare una gita fuori dalle mura? Non perdetevi gli eventi di Tivoli, allora. Per la notte dei Musei sono aperti, con eventi e manifestazioni, i suoi gioielli preziosi.

A Villa d'Este (conosciuta per le fontane ed i giochi d'acqua) sarà aperta la mostra "Cacce principesche", con quadri ed armi antiche mentre a Villa Adriana verranno organizzate visite guidate all'area archeologica che, per l'occasione, illuminerà il Canopo. I visitatori potranno partecipare ad una "visita emozionale" sul filo della narrazione del romanzo di Marguerite Yourcenar "Memorie di Adriano".

mercoledì 15 maggio 2013

In gita da Roma: palazzo Theodoli di Sambuci

Ci sono tesori che si scoprono per caso.
Come è successo a me e a Francesco che, in una delle oramai famose fughe domenicali con lo scooter, da Roma abbiamo imboccato la via Tiburtina in direzione di Tivoli, passando su strade che corrono sospese sulle cave di travertino, annusando l'odore acre delle fonti termali di acqua solfurea che caratterizzano il paesaggio per poi proseguire alla volta di Palombara Sabina (è famosa per essere la città delle ciliegie: io speravo di assaggiarne qualcuna ma mi hanno detto che sono ancora... tutte sull'albero!) e di S. Polo dei Cavalieri. 
Nessuna meta predefinita, soltanto la voglia di assaggiare l'aria della primavera, sentire sul viso il vento ancora fresco, immergerci nel verde delle colline e delle montagne. Insomma, una girata tanto per girare. Che ci ha portati fin oltre Vicovaro  (per chi non è di Roma, quelli che cito sono tutti paesini ad una distanza massima di 50 km dalla Capitale).
 
Poi succede che mentre percorri la strada che scorre nel fondovalle, mentre affronti le curve lentamente, lasciando che il sole riscaldi il volto, compaiano all'improvviso un laghetto ed una cascatella formatisi lungo il corso del torrente Giovenzano.
Un piccolo angolo incantato che merita di essere fotografato, un "souvenir emotivo" da riportare a casa.
 
E, poco più avanti, una chiesetta antica immersa nel verde domina la strada, tutt'oggi sentinella e rifugio per viandanti motorizzati.
Va bene, deciso, questo luogo ci sta inviando segnali, ci sta chiamando, dobbiamo andare a sentire cosa ha da raccontare!
 
Entriamo a Sambuci, paesetto microscopico dove vivono poco più, poco meno, 1000 anime, strade, vicoli, insegne antiche e panni stesi. Sembra uno dei tanti paesi delle campagne attorno a Roma... perfetto per prendere un caffè e fare una sosta, ma poco da vedere o segnalare...
Ed invece...  e questa volta la sfortuna si tramuta in fortuna: non riusciamo a trovare un posto dove parcheggiare la moto (sensi vietati, divieti di sosta, posti riservati...) e siamo costretti a salire fino al parcheggio del giardino comunale.
E, qui, restiamo sbalorditi...
 
Giardini all'italiana, viali prospettici, grottesche, fontane, spazi verdi che circondano il grande maniero che domina dall'alto il piccolo borgo... il Castello Theodoli ed il parco che lo circonda ci incantano al primo sguardo!
 
Non avremmo mai immaginato di trovare, in un paese così poco frequentato, un maniero che trae le sue origini nel XIII secolo, quando la nobiltà romana costruiva manieri a difesa delle sue tenute. Il Castello, ora di proprietà del Comune, è stato restaurato da poco e viene aperto in occasione di feste e manifestazioni.

Un po' di mistero, di noir, c'è anche qui: sembra che nel Castello ci sia un tesoro custodito da fantasmi, ma nessuno, fino ad oggi, è riuscito a trovarlo.
Tesoro da cercare, tesoro ritrovato: le statue del parco, che simboleggiano le quattro stagioni, erano state rubate e furono recuperate solo per caso, grazie ad un abitante di Sambuci che le vide esposte in un negozio di antiquariato di Roma...

 Grazie al cielo limpido e azzurro l'insieme parco-castello è spettacolare: nel giardino all'italiana sono ben visibili i simboli delle famiglie nobili che nel corso dei secoli hanno abitato il castello: le ruote dei Theodoli ed i cerchi degli Astalli.