venerdì 24 ottobre 2014

Dove dormire a Roma: Villino Vivana con Casa Rosada e Green House

Spesso mi contattano amici, colleghi, parenti e conoscenti per avere informazioni su Roma: come muoversi, cosa visitare, dove andare a mangiare qualcosa di caratteristico oppure se ho itinerari particolari da suggerire loro. Rispondo sempre molto volentieri: un po' perché mi diverto a fare la "consulente di viaggio" ed un po' perché sono orgogliosa di presentare - nei suoi lati migliori - la mia città.

Se per ristoranti, bar, localini e negozi dove fare shopping sono ferratissima, così purtroppo non lo è per le strutture alberghiere. Ed ogni volta che mi chiedono suggerimenti su dove poter dormire senza dover spendere eccessivamente (a Roma gli hotel sono cari, soprattutto se non volete rischiare di dormire in una topaia), non so mai cosa rispondere.

Ma, da oggi, ho una freccia in più al mio arco: una mia amica ha aperto, insieme alla sorella, due deliziosi alloggi  to rent nel quartiere di Monteverde Vecchio, in una zona di Roma esclusiva e ben collegata con il centro storico e con San Pietro, da cui dista non più di 2 km.

La Casa Rosada - photo credits
Dal Villino Viviana si raggiungono a piedi Trastevere, San Pietro ed il Gianicolo - sì, proprio quello dove c'è la fontana resa famosa nel film premio Oscar "La Grande Bellezza" e da cui si ha una vista superba su tutta Roma - mentre Villa Sciarra e Villa Pamphili sono parchi storici a distanza di passeggiata dove è piacevole dedicarsi allo jogging mattutino. Il centro della città è collegato con bus e tram frequenti e a poca distanza ci sono ristoranti e locali dove concludere le lunghe giornate delle "vacanze romane".


Green House - photo credits

Gli alloggi del Villino Viviana, Casa Rosada e Green House, entrambi indipendenti, sono arredati con gusto e attenzione al dettaglio - una delle proprietarie è architetto e comunque la vena artistica è comune a tutta la famiglia, e si vede! - e dispongono entrambi di un piccolo angolo cottura utile per preparare le colazioni o, se non avete voglia di farvi trascinare dalla movida serale, per organizzare una cena intima. Nella bella stagione è a disposizione degli ospiti anche il giardino ed entrambi i monolocali sono dotati di wifi, tv, aria condizionata e parcheggio interno.

giovedì 23 ottobre 2014

Frantoi Aperti 2014: sapori d'Umbria


In Umbria il pane senza sale è il complemento ideale dell'olio che si produce sulle colline umbre: l'olio extravergine d'oliva umbro DOP profuma di erbe e di fiori, ha sentori di panna e di fieno, porta con sé la ricchezza della terra e la sapienza dell'uomo. L'olio è da sempre un prodotto prezioso: sacro addirittura. Nei secoli scorsi una famiglia poteva dirsi ricca se nella sua dispensa aveva olio, sale e farina: bastavano questi tre ingredienti per tener lontano il timore di soffrire la fame. 

Dai primi di novembre le colline umbre entreranno in fermento, le reti verdi copriranno i terreni in attesa di contenere le olive raccolte, le scale si protenderanno tra i rami e i frantoi torneranno in funzione a ciclo continuo, per ricevere il nuovo raccolto e trasformarlo in oro liquido. E per la XVI^ edizione tornerà, diffusa su tutto il territorio umbro dal 1° al 30 novembre 2014, la manifestazione Frantoi aperti, nata per la promozione dell'olio di oliva extravergine DOP dell'Umbria. Ben 5 week end in cui si potrà "andar per frantoi", visitando borghi arroccati sulle colline, scoprire abbazie e castelli, assistere a concerti, assistere a rivisitazioni tradizionali, passeggiare lungo sentieri che costeggiano gli uliveti secolari. Ed, ovviamente, degustare l'olio nuovo ed i prodotti caratteristici della gastronomia umbra, che può annoverare tra le sue tipicità funghi, tartufi, formaggi ed insaccati.

Sarà l'Umbria minore la protagonista, assieme alle più note città di Assisi, Foligno e Spoleto, della manifestazione. Borghi talvolta minuscoli, che sulla mappa geografica son solo un puntino, apriranno le porte ai visitatori, offrendo loro il meglio della cultura umbra e della produzione olearia. In questi piccoli nucleo urbani, dove le capacità agricole si tramandano di padre in figlio, i frantoi producono olio destinato alle tavole degli intenditori o ad arricchire di aromi e sostanza i menù raffinati dei grandi chef. 

Entrare in un frantoio in piena attività è un'esperienza che tutti, almeno una volta, dovrebbero provare: la concitazione dei produttori, il via vai dei trattori che svuotano le casse piene di olive, il rumore assordante delle macine - oggi per lo più meccaniche ma in Umbria ancora si trovano grandi mole di pietra - lo stordimento sensoriale che assale quando si assaggia l'olio appena prodotto, accompagnato da una fetta di pane tostato al fuoco dei camini.

Il profumo del pane e dell'olio appena spremuto inebriano e richiamano alla memoria sensazioni ancestrali, i due elementi - uno solido ed uno liquido - si esaltano vicendevolmente. Se il pane è simbolo di desco familiare, l'olio è sinonimo di ricchezza che proviene dalla terra. 

Il programma di Frantoi Aperti diventa ogni anno più ricco, coinvolgendo nuove realtà territoriali ed offerte diversificate (per saperne di più, è bene consultare il programma, aggiornato continuamente), quindi prendete l'agenda, segnatevi le date e non abbiate timore per gli alloggi: sono previsti pacchetti all inclusive in hotel ed agriturismi!

1 e 2 novembre:
Assisi: UNTO (Unesco, Natura, Territorio e Olio) ad Assisi
Giano dell’ Umbria: la Mangiaunta
Piegaro: Il territol’Olio di Piegaro
Spoleto: Frantoi Aperti a Spoleto
Trevi: Festivol tra olio arte musica e papille

8 e 9 novembre 2014
Assisi: UNTO (Unesco, Natura, Territorio e Olio) nei castelli del territorio
Castel Ritaldi: Frantotipico 2014
Foligno: olio nuovo & Miele in Umbria
Spoleto: Frantoi Aperti a Spoleto

15 e 16 novembre 2014 
Assisi: UNTO (Unesco, Natura, Territorio e Olio) nei castelli del territorio
Campello sul Clitunno: Festa dei Frantoi
Passignano sul Trasimeno: oliAmo
Spoleto: Frantoi Aperti a Spoleto
week.end 22 e 23 novembre 2014 
Assisi: UNTO (Unesco, Natura, Territorio e Olio) nei castelli del territorio
Magione: Olivagando
Spello: L’Oro di Spello e 53° Festa dell’Olivo e sagra della bruschetta
Gualdo Cattaneo: Sapere di Pane sapore di olio, bianco e verde tra i castelli
Spoleto: Frantoi Aperti a Spoleto
Valtopina: Mostra Mercato del Tartufo e dei prodotti tipici di Valtopina

29 e 30 novembre 2014
Assisi: UNTO (Unesco, Natura, Territorio e Olio) nei castelli del territorio
Attigliano: Maratona dell’Olio V° edizione
Castiglione del Lago: Festa dell’ Olio
Giano dell’ Umbria: Le Vie dell’Olio e la Festa della Frasca
Spoleto: Frantoi Aperti a Spoleto
Valtopina: Mostra Mercato del Tartufo e dei prodotti tipici di Valtopina

* * * * *
Due blogger, due visioni, un territorio: anche quest'anno i nuovi media supporteranno la comunicazione di Frantoi Aperti, in un format che prevede la partecipazione di due blogger per ogni territorio coinvolto, di cui uno "local" con il ruolo di padrone di casa, che accompagnerà il blogger ospite proveniente da altre Regioni d'Italia, raccontando la "sua" Umbria e proponendo itinerari alternativi.

Ed anche quest'anno, dopo l'edizione del 2013, la Bussola e il Diario sarà in Umbria per Frantoi Aperti!

mercoledì 22 ottobre 2014

Montreal, città de la joie de vivre

Ho scritto diversi post sul mio viaggio estivo in Canada, ma di Montreal - così come di Quebéc, l'altra grande città in cui siamo stati - ancora non ho condiviso nulla. Forse perché l'incontro con la natura canadese, anzi quebecchese, è stato così esaltante da metter sotto tono le emozioni, vive ed intense, che abbiamo provato visitando i grandi centri urbani.

Montreal è stata la nostra prima tappa ed attraverso i colori delle sue vie, sobri oppure sorprendentemente elettrici, il Canada ci ha dato il benvenuto: quartieri vivaci e lunghe strade costeggiate da palazzi eleganti, opere d'arte nelle piazze, sui volti dei passanti il sorriso di chi può vivere intensamente ma senza stress inutili in una città a misura d'uomo. Città giovane e fatta di giovani: i ragazzi arrivano da ogni parte per frequentare le prestigiose università che qui hanno sede, come la Mc Gill, l'Université de Montréal , l'Università del Quebéc a Montreal-UQAM, la Concordia Univesity.  

In estate a Montréal  le biciclette circolano senza sosta - si possono noleggiare grazie al sistema di bike sharing BIXI e la sera le vie principali si riempiono all'inverosimile: un classico incontrarsi con amici e conoscenti per bere e mangiare qualcosa insieme, ascoltando musica o partecipando ai numerosi eventi e festival culturali  che si svolgono durante tutto l'anno. Lo charme della città è tangibile: palazzi, grandi parchi, servizi efficienti, disponibilità dei suoi abitanti, costo della vita non impossibile. Noi l'abbiamo vista in estate ma chi ci vive ci ha raccontato che anche nell'inverno (freddo, si può arrivare anche a -30°) la qualità della vita resta alta. 

La nostra base a Montreal è stato lo Chateau Versailles, un hotel de charme storico in Rue Sherbrooke, in pieno quartiere dei musei. Una posizione strategica, da dove potevamo spostarci, a piedi o con le efficientissime metropolitane, per andare a visitare quanto più possibile nel poco tempo che avevamo a disposizione (a Montreal siamo rimasti poco più di due giorni).


Che poi, forse non tutti lo sanno, ma Montreal è un'isola, posta alla confluenza del fiume San Lorenzo con l'Ottawa: isola in senso geografico, ma non in senso figurato. Ben collegata grazie all'aeroporto internazionale Pierre Elliott Trudeau, alle numerose highway che attraversano il territorio canadese e posta a poco più di 600 km. di distanza da New York, a Montreal il mix tra cultura francese, pragmatismo inglese e apporti culturali degli immigrati che arrivano da tutte le parti del mondo ha dato vita ad un complesso sociale in cui le diverse comunità convivono e collaborano, proiettate nel futuro con grande apertura mentale. E dove il fermento culturale è evidente.


Se Rue Sherbrooke - sovrastata da Mont Royal, il polmone vede di Montreal - è la via elegante su cui si affaccia il Museo delle Belle Arti i palazzi di fine ottocento, raffinate boutiques e le più grandi università del Quebec, la parallela Rue Ste-Caterine è la via dello shopping, della movida, delle arti. 

Rue St. Catherine attraversa tutta la città, da un capo all'altro, costeggiando la Chiesa Anglicana di San Giacomo Apostolo - la cui guglia riflessa sulle pareti di vetro dei grattacieli che la stringono d'assedio crea un curioso contrasto - e poi vicino il grande centro commerciale Eaton Centre, da cui si accede al Resò, il "mondo sotterraneo" fatto di negozi, passaggi, gallerie d'arte, ristoranti, indispensabile per conservare la vita sociale quando fuori la neve ed il freddo raggiungono livelli umanamente insopportabili.

Case storiche e grandi palazzi moderni, passato e futuro, arte e joie de vivre: sono le contraddizioni, che si trasformano in armonia di diversità, che rendono unica Montréal. Proseguendo su Rue St. Catherine si attraversano i campus dell'Università UQAM (Université su Quebéc a Montréal) dove la graziosa Chapelle de Notre Dame de Lourdes ed il piccolo spazio verde che la circonda assicurano relax e tranquillità.
La grande spianata che si trova poco più avanti è il cuore del Quartiere degli spettacoli, lo stesso in cui si tiene il Montreal Jazz Festival e dove ha sede l'orchestra sinfonica della città. Se da un lato le fontane e le moderne strutture del Teatro Maisonneuve e del Museo di arte contemporanea attraggono lo sguardo con le loro forme contemporanee, dall'altro il Complexe Desgjardins, centro commerciale il cui atrio ospita una fontana che delizia i clienti con i suoi giochi d'acqua, è una sirena a cui è difficile resistere

Proseguendo più avanti si entra nel Village, il quartiere abitato dalla comunità LGBT della città, numerosa, potente ed integrata: cambiano i negozi, le vetrine sono più vivaci, i colori grigi o comunque sobri della città lasciano il posto ad arcobaleni e istallazioni. Non cambia però la sensazione di libertà, il grande spirito di apertura e di accoglienza che è denominatore comune a tutta la città. 


Tuttavia questo è solo uno dei volti di Montréal: per scoprire il suo cuore antico bisogna prendere una metropolitana (o allungare molto il passo), scendere alla fermata Champ de Mars la cui stazione ipercolorata rafforza ancora una volta la consapevolezza di essere in una città dove l'arte è di casa e proseguire verso una delle zone più caratteristiche - e genuinamente turistiche - della città.

Nel quartiere del Vieux Port, lungo Rue Notre Dame, Rue Saint Paul, Place Jacques Cartier le strade non sono asfaltate ma ricoperte di lastroni o pietre grigie, le abitazioni settecentesche ed il vecchio mercato esteriormente più simile ad una cattedrale o ad un museo. 

In questo settore della città si torna indietro nel tempo, quando tutto ha avuto inizio, alle origini stesse della città: cavalli pigri trainano calessi, i fiori ravvivano l'atmosfera altrimenti un po' austera e dietro porte e finestre si intravedono piccoli negozi (turistici, vero, ma così belli da visitare!) e l'atmosfera che si respira è decisamente "francese" .


Troppo poco tempo per visitare Montréal, quasi sull'orlo del tour mordi e fuggi. E' gioco-forza obbligato rinunciare a qualcosa. Noi abbiamo scelto di vivere la città, percorrendo le sue vie, entrando nelle chiese, fermandoci nei bar e sacrificando la visita del musei. Siamo riusciti ad andare a Petite Italie, al mercato Jean Talon. Abbiamo bevuto ottima birra di microbirrifici locali e visto l'installazione "La Folla Illuminata" di Raymond Mason, in Avenue Mac Gill College, che tanto mi ha incuriosiva.
Abbiamo camminato, camminato ed ancora camminato, uscendo la mattina prestissimo e tornando stremati in hotel solo a notte inoltrata. Siamo andati al Villaggio delle Olimpiadi del 1976 ma senza avere il tempo di salire sulla torre dello stadio; abbiamo visitato la città sotterranea solo di sfuggita; non siamo riusciti a fare una passeggiata al Parco di Mont Royal o ad andare al Biodome. Ma davvero non era possibile far tutto. Per visitare Montréal non basta una settimana, figuriamoci quanto poco si può vedere con due giorni e poco più!
Qualche numero e qualche curiosità su Montréal:
  • anno di fondazione: 1615, da Samuel de Champlain
  • abitanti (fonte 2011): 1.649.519
  • piste ciclabili: + 350 km.
  • lunghezza di Rue St. Catherine: + 15 km (viene identificata con zona est e zona ovest)
  • Università a Montréal: 11
  • festival artistici per anno: +50
  • il punto più alto della città? Mont Royal, 228 metri
  • estensione del Rèso: 30 km.
  • esercizi commerciali all'interno del Rèso: + 1.500

martedì 21 ottobre 2014

Amsterdam ed i canali

Non finirò mai di raccontare il mio incontro con Amsterdam, lo so bene. Ogni volta che penso di essere arrivata all'ultimo post, immediatamente mi viene in mente un dettaglio, un particolare, uno scorcio di panorama che "devo" condividere. Come i canali di Amsterdam: vene ed arterie che attraversano il corpo della città, non solo vie di collegamento.

Non hanno una forma fissa, in canali di Amsterdam: in ogni stagione cambiano aspetto, baciati dalla luce del sole in estate o ammantati di neve in inverno, vibranti di colori in primavera e romantici e struggenti in autunno. Quante volte quest'anno ho avuto voglia di prenotare al volo un aereo, uno di quelli scontati e convenienti che spesso trovo su Fly Go, per tornare a rivederli!
E sebbene anche altre realtà olandesi (Alkmaar, Utrecht, Dordrecht, Leiden, Groningen, Leeuwarden e Amersfoort) siano costruite su vie d'acqua, è Amsterdam - città dai mille canali - l'unica che può a ragione fregiarsi dell'appellativo  di "Venezia del Nord". Simbolo caratteristico di Amsterdam e parte del patrimonio mondiale dell'Umanità dell'Unesco dal 2010, la cerchia di canali - detta anche Grachtengordel - vista dall'alto appare come un ventaglio, il cui baricentro è il Damrak.
Amsterdam non è stata sempre città di canali, in realtà: la loro costruzione risale al 1600, quando a seguito dello sviluppo dei commerci e della città mercantile, divenne necessario disporre di collegamenti veloci per movimentare le merci che giungevano da ogni parte del mondo allora conosciuto
Funzionali per il commercio allora, oggi lo sono per il turismo: vie veloci di collegamento percorse da taxi d'acqua, location ideale per ristoranti galleggianti o punto di ormeggio di case ricavate sulle imbarcazioni. Se ne trovano di eleganti, quasi lussuose
Impossibile andare ad Amsterdam e non regalarsi un giro in battello alla scoperta della cerchia dei canali: solo dall'acqua si osservano i piccoli dettagli delle strette vie ombreggiate da alberi, i decori - talvolta severi, altri leziosi, delle case alte e strette che li sovrastano (le più belle sono racchiuse nella cosiddetta "cintura d'oro"), i giochi ottici creato dai ponti. Come la vista spettacolare che appare nel punto in cui il Reguliersgracht incontra l'Herengracht: no, non è un sogno, sono davvero 15 i ponti che in un gioco di prospettiva si riescono a vedere!

Se poi i canali vi incuriosiscono talmente tanto che vorreste saperne di più, potete fermarvi alla Het Grachtenhuis, una tipica casa dei canali di Amsterdam in cui è stato allestito il Museo dei canali e dove, attraverso postazioni multimediali, si può ripercorrerne la storia.

Ceramica e design ad Appignano

Appignano è il paese delle ceramiche e dei "coccià": prima di trascorrerci il fine settimana in occasione di Leguminaria, pensavo che fosse uno dei tanti slogan che vengono coniati per "dar lustro" ad un paese famoso più per le fabbriche di mobili che per la sua identità storica. L'industria dell'arredamento si è sviluppata infatti nel corso degli ultimi decenni ed è la principale filiera economica della zona: si costruiscono mobili destinati al mercato nazionale ed internazionale e credo che - chi più, chi meno -  in quasi tutte le nostre case c'è un mobile nato ad Appignano!

Ed invece, no. Ad Appignano la tradizione ceramica è antica di alcuni secoli ed addirittura c'è una via del paese, che corrisponde all'attuale Borgo Santacroce, il cui toponimo una volta era Via dei Vasai, perché abitata quasi esclusivamente da artigiani terracottai che vi lavoravano nelle loro abitazioni - le "casette" -  e utilizzavano la strada per far asciugare al sole la produzione di stoviglie prima di trasferirle nelle fornaci casalinghe per la cottura.
La tradizione ceramica è ancora sentita e viene valorizzata attraverso la Scuola di ceramica dei Maestri Vasai Appignanesi, dove si apprendono le competenze necessarie per la lavorazione della terracotta: dalla tornitura all'essiccazione, senza dimenticare la smaltatura e le tecniche di cottura dei manufatti. Ci sono poi  valenti artisti-ceramisti che hanno gli atelier in paese ed offrono al pubblico le loro piccole opere d'arte. Non solo piatti, bicchieri, stoviglie e tegami: la produzione attuale di Appignano fa proprie le tendenze del design contemporaneo e apporta creatività e personalizzazione a quelle che sono le forme classiche della ceramica tipica.
Molte poi le botteghe dove i giovani hanno preso in mano la produzione storica, innovandola e rendendola "fresca" e moderna, introducendo tecniche diverse come il raku, le terre sigillate, gli ingobbi.


Ovviamente vi sono ancora botteghe tradizionali dove la terracotta segue le linee classiche e tra tutti, da segnalare per la sua tipicità ed estrosità, è il negozio del Maestro Giuseppe "Beppe" Testa, uno degli artigiani storici più apprezzati. Il suo atelier in Borgo Santacroce è riconoscibile fin da lontano perché è un tripudio di colori, di targhe con frasi e motti caratteristici, di brocche e ciotole di tutte le forme e dimensioni che strabordano fin sulla strada e danno il benvenuto al visitatore: è più museo che un negozio ed ogni centimetro quadrato è ricoperto di ceramica e di colore, con un effetto quasi psichedelico.
Sempre lungo quella che era la vecchia Via dei Vasai ho personalmente apprezzato la bottega di Marica Sabbatini, giovane e creativa artigiana che proprio da Beppe Testa ha appreso i segreti del mestiere e che ora affianca alla produzione tradizionale una propria linea, più moderna ed adatta ai moderni stili abitativi. Deliziose le sue campanelle a forma di fiore, così come i servizi da tavola dai colori brillanti seppur equilibrati nell'insieme (lo ammetto, ho fatto shopping molto volentieri nel suo negozio!).
Anche la produzione di Fabio Tavoloni e Laura Scopa, le mani creative della bottega ceramica Forme Attuali, ha colpito la mia attenzione: la loro serie di bottiglie mono-fiore bianche, che si differenziano l'una dall'altra per le dimensioni e per il colore del falso imbuto che le decora, si notano subito per la loro diversità. Dal loro Atelier sono uscite opere artistiche come la serie di "Animaioliche" o le lampade "Happy Animals". Ed anche qui non ho potuto fare a meno di darmi allo shopping...  


Tante le proposte innovative di produzione ceramica che ho potuto vedere negli stand della IV^ Mostra Mercato della Terracotta e della Ceramica contemporanea di Appignano: oltre 25 artisti, provenienti da tutta Italia e ciascuno di loro con una produzione unica e irripetibile, frutto di ore passate a sporcarsi le mani al tornio o chini sul banco della decorazione. Ed ogni opera ha una sua dimensione, che però può essere completamente stravolta dall'acquirente.

Come non cadere in tentazione davanti ai bottoni colorati grandi quanto un piatto da frutta, o quanto autocontrollo è necessario per non toccare i mucchi di leggeri bottoni monocromatici che aspettano solo di decorare abiti e maglioni o di essere trasformati, con il solo aiuto di un nastrino di raso, in monili inconsueti! E come non farsi prendere dall'entusiasmo, in vista del Natale futuro, davanti alle boule rosse portafiori? Per fortuna, il budget dedicato allo shopping era finito!
Complementi di arredo, stoviglie preziose, monili di fattura pregevole o innovativa: non credevo che il mondo della ceramica fosse così vivace, vario e vitale! Ed anche ironico, a dirla tutta... ma dove la trovate se non ad Appignano, paese dei "coccià", una casa con dei birichini asinelli che spuntano dalle mura di una delle casette della via dei Vasai?

Altri post che potrebbero interessarti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...