venerdì 17 maggio 2013

#invasionidigitali 2013: sintesi di un successo

Chi mi ha seguito il mese scorso (blog, Twitter, Facebook) sa che ho partecipato ad Invasioni digitali proponendo  quale luogo di invasione Buonconvento, il piccolo borgo  della Toscana cui sono particolarmente legata: seguendo  questo link trovate il report della giornata, con foto, itinerari e commenti.

Con Invasioni digitali sono state portate all'attenzione del grande pubblico realtà culturali, ambientali ed artistiche italiane poco conosciute, è stato mostrato che si può fare promozione culturale anche attraverso i social media ed è stato reso fruibile un patrimonio altrimenti invisibile.

Soprattutto è  stata una manifestazione andata ben oltre ogni più rosea aspettativa: 225 invasioni (quasi in ogni regione d'Italia), poco meno di 10.000 invasori dislocati su tutto il territorio nazionale, il web impazzito per le migliaia di post, tweet ed interazioni social... e tutto  senza far spendere una lira alle finanze pubbliche!

Se siete curiosi di saperne di più e vi interessa approfondire  i numeri, vi invito a leggere l'infografica creata da Antonio Ficai.  Quel che mi rende molto, molto soddisfatta, è di essere riusciti, tutti insieme, a far smuovere l'elefante burocrazia e a mettere un po' di pepe social nella comunicazione istituzionale. E nel mio piccolo, sono molto soddisfatta.

Voi che ne dite, l'anno prossimo si replica?



giovedì 16 maggio 2013

La notte dei Musei 2013



Sabato prossimo non prendete impegni.
O, meglio, prendeteli ma non dalle 20.00 alle 24.00.

Perché anche quest'anno il Ministero per i beni e le attività culturali invita tutti noi a partecipare alla Notte dei Musei, un grande avvenimento che coinvolge molti  Musei statali italiani.

Il 18 maggio 2013 dalle 20.00 alle 24.00 resteranno aperti e consentiranno l'ingresso - gratuito! - a chiunque vorrà visitarli.

Occasione ghiotta e ricca per riprendere il possesso delle nostre città, per visitare "quel" Museo di cui abbiamo sentito parlare ma non abbiamo mai avuto il tempo per farlo, per far vivere una serata davvero speciale ai bambini e per avvicinare i ragazzi alle meraviglie artistiche del nostro Paese.

E per rendere più ancora più allettante l'avvenimento, in parecchi Musei verranno organizzati concerti, percorsi guidati, mostre tematiche e specializzate. Alcuni degli eventi sono su prenotazione, per cui prima di andare è bene verificare sul sito le informazioni necessarie. L'offerta è davvero ampia e per tutti i gusti, difficile non trovare nulla...

A Roma, ad esempio, presso il Museo di Palazzo Massimo alle Terme la scultura e l'affresco dell'antica Roma verranno proposti attraverso performance sperimentali secondo il metodo Dreamland (la casualità di un gioco di dadi alti oltre un metro darà vita ad un'opera d'arte estemporanea), il Museo Etrusco di Villa Giulia allieterà i visitatori con concerti e sperimentazioni sonore e la "Regina Viarum", Via Appia, accoglierà i "nottambuli" presso il Mausoleo di Cecilia Metella, per avvolgerli in una romantica atmosfera notturna.

Non volete immergervi nella cultura classica? Non perdetevi allora la proposta dell'Atac, l'azienda dei trasporti di Roma, che apre al pubblico la collezione di locomotori e vetture tramviarie e accoglierà i visitatori con concerti e drink.

Conoscete già tutti i Musei di Roma? Volete approfittarne, visto che è sabato, per fare una gita fuori dalle mura? Non perdetevi gli eventi di Tivoli, allora. Per la notte dei Musei sono aperti, con eventi e manifestazioni, i suoi gioielli preziosi.

A Villa d'Este (conosciuta per le fontane ed i giochi d'acqua) sarà aperta la mostra "Cacce principesche", con quadri ed armi antiche mentre a Villa Adriana verranno organizzate visite guidate all'area archeologica che, per l'occasione, illuminerà il Canopo. I visitatori potranno partecipare ad una "visita emozionale" sul filo della narrazione del romanzo di Marguerite Yourcenar "Memorie di Adriano".

mercoledì 15 maggio 2013

In gita da Roma: palazzo Theodoli di Sambuci

Ci sono tesori che si scoprono per caso.
Come è successo a me e a Francesco che, in una delle oramai famose fughe domenicali con lo scooter, da Roma abbiamo imboccato la via Tiburtina in direzione di Tivoli, passando su strade che corrono sospese sulle cave di travertino, annusando l'odore acre delle fonti termali di acqua solfurea che caratterizzano il paesaggio per poi proseguire alla volta di Palombara Sabina (è famosa per essere la città delle ciliegie: io speravo di assaggiarne qualcuna ma mi hanno detto che sono ancora... tutte sull'albero!) e di S. Polo dei Cavalieri. 
Nessuna meta predefinita, soltanto la voglia di assaggiare l'aria della primavera, sentire sul viso il vento ancora fresco, immergerci nel verde delle colline e delle montagne. Insomma, una girata tanto per girare. Che ci ha portati fin oltre Vicovaro  (per chi non è di Roma, quelli che cito sono tutti paesini ad una distanza massima di 50 km dalla Capitale).
 
Poi succede che mentre percorri la strada che scorre nel fondovalle, mentre affronti le curve lentamente, lasciando che il sole riscaldi il volto, compaiano all'improvviso un laghetto ed una cascatella formatisi lungo il corso del torrente Giovenzano.
Un piccolo angolo incantato che merita di essere fotografato, un "souvenir emotivo" da riportare a casa.
 
E, poco più avanti, una chiesetta antica immersa nel verde domina la strada, tutt'oggi sentinella e rifugio per viandanti motorizzati.
Va bene, deciso, questo luogo ci sta inviando segnali, ci sta chiamando, dobbiamo andare a sentire cosa ha da raccontare!
 
Entriamo a Sambuci, paesetto microscopico dove vivono poco più, poco meno, 1000 anime, strade, vicoli, insegne antiche e panni stesi. Sembra uno dei tanti paesi delle campagne attorno a Roma... perfetto per prendere un caffè e fare una sosta, ma poco da vedere o segnalare...
Ed invece...  e questa volta la sfortuna si tramuta in fortuna: non riusciamo a trovare un posto dove parcheggiare la moto (sensi vietati, divieti di sosta, posti riservati...) e siamo costretti a salire fino al parcheggio del giardino comunale.
E, qui, restiamo sbalorditi...
 
Giardini all'italiana, viali prospettici, grottesche, fontane, spazi verdi che circondano il grande maniero che domina dall'alto il piccolo borgo... il Castello Theodoli ed il parco che lo circonda ci incantano al primo sguardo!
 
Non avremmo mai immaginato di trovare, in un paese così poco frequentato, un maniero che trae le sue origini nel XIII secolo, quando la nobiltà romana costruiva manieri a difesa delle sue tenute. Il Castello, ora di proprietà del Comune, è stato restaurato da poco e viene aperto in occasione di feste e manifestazioni.

Un po' di mistero, di noir, c'è anche qui: sembra che nel Castello ci sia un tesoro custodito da fantasmi, ma nessuno, fino ad oggi, è riuscito a trovarlo.
Tesoro da cercare, tesoro ritrovato: le statue del parco, che simboleggiano le quattro stagioni, erano state rubate e furono recuperate solo per caso, grazie ad un abitante di Sambuci che le vide esposte in un negozio di antiquariato di Roma...

 Grazie al cielo limpido e azzurro l'insieme parco-castello è spettacolare: nel giardino all'italiana sono ben visibili i simboli delle famiglie nobili che nel corso dei secoli hanno abitato il castello: le ruote dei Theodoli ed i cerchi degli Astalli.

martedì 14 maggio 2013

Croccante

Un dolce che riporta all'infanzia, alle feste di paese tra giostre e palloncini colorati, un dolce che sa di semplicità.
Solo zucchero e frutta secca.
Un croccante, no?
Era tantissimo che non provavo a farlo ma è talmente semplice che non riuscirci è davvero difficile!
Occorre zucchero semolato, mandorle, nocciole (la mia scelta) o pinoli, oppure un mix di frutta secca, un cucchiaio di olio. 
In un pentolino di alluminio ho messo una decina di cucchiai di zucchero semolato e le nocciole (io le ho messe intere, ma volendo potete sminuzzarle a pezzi).
Ho usato il caramellatore (che mi ha inviato  Casafacile nel kit Tescoma per CF's family tester) per togliere velocemente la pellicina marrone alle nocciole e per avviare la caramellatura.

Cominciate a far sciogliere lentamente lo zucchero, sempre mescolando a fuoco bassissimo, fino a quando non inizierà a caramellare (per verificare, è sufficiente prelevare un po' di zucchero fuso con una punta di un coltello e farlo cadere in un bicchiere di acqua fredda: se lo zucchero si rassoda, è pronto).
Attenzione a non toccare o a schizzarsi con lo zucchero fuso: ustiona!
Ungete velocemente con poche gocce di olio un piano di marmo (oppure, come ho fatto io, un piatto piano) e versatevi il caramello. Con l'aiuto di un cucchiaio  bagnato date la forma e fate freddare.
 
Staccate il croccante (basta inserire la punta del coltello tra lo zucchero e la base e fare leva) e servitelo spezzettato. Potete anche sbriciolarlo ed usarlo per guarnire gelati, macedonie, frutta cotta.
 
Francesco dice che era buono. Fidatevi sulla (sua) parola. Io non sono nemmeno riuscita ad assaggiarlo...


venerdì 10 maggio 2013

And the winner are... Indesit support your hero!




Peccato che non sia capace di inserire un sottofondo audio al post, altrimenti qui uno squillo di trombe ed un ratatataplan di tamburi ci sarebbe stato proprio bene. 
Vabbè, sforzate l'immaginazione e fate finta che ci siano. 
Li sentite? Si? 
Va bene, allora l'atmosfera è pronta per l'annuncio... 

Signori e signore, Ladies & Gentleman, bambini, balie,  marmocchi e nonni... 
the winners are... Francesco e Claudia! 

Ma che, quando, dove, cosa, perche? Insomma, cosa diamine stai blaterando in questo post senza capo né coda, che non parla come tuo solito di viaggi e scoperte creative ma assomiglia sempre più ad uno sproloquio delirante? 

Con gli occhi che mi (ci) brillano per la gioia, finalmente posso dirvi che grazie ad Indesit ed al suo concorso "Support your hero", nei prossimi giorni il Franz ed io saremo catapultati in un'esperienza che va al di là di ogni nostra più rosea speranza: trascorreremo alcuni giorni a Milano in un hotel iperstellato, coccolati, viziati, vezzeggiati oltre ogni immaginazione mentre saremo occupati a districarci tra shopping, visite, partite di pallone e... feste! 

Cioè... io me ne andrò in giro per il quadrilatero della moda "scortata" da personal shopper, vezzeggiata da stylist e make up artist, per scoprire una delle griffe più importanti del Made in Italy. Ma non basta, perché sarò anche deliziata da iniziative speciali... mentre il Franz, dopo aver staccato dal chiodo i suoi scarpini da football ed averli ripuliti dalla polvere degli anni (ebbene sì, prima di essere un karateka cintura nera è stato un valente calciatore semiprofessionista, ora lo sapete!), indosserà maglietta e pantaloncini, si allenerà ben bene con un coach d'eccezione (chi sarà? sono curiosissima...) e disputerà un torneo triangolare nientepopodimeno che allo stadio Meazza - San Siro (si! proprio quello del Milan!) con autentiche leggende del calcio internazionale (si vabbè... secondo me si tratta di dilettanti, giocatori di squadrette da oratorio che si chiamano Milan, Paris St. Germain, Arsenal...)! 

Oddio, ancora non ci credo... 

Ed il sogno ad occhi aperti ha origine da un post lanciato - nello scorso mese di febbraio - sulla pagina facebook di Casafacile (se prima adoravo questa rivista, ora sono pronta ad elevarla sugli altari... Casafacile santo subito!) che promuoveva il concorso Indesit

Ma non vi ho detto tutto... perché tra le coppie "winner" c'è anche un'amica speciale che ama i pois... chi indovina di chi si tratta? 

So bene che molti mi diranno che certe cose è bene non dirle a scanso di "gufate biliose" ma... 
1) io amo i gufi 
2) non resistevo dalla voglia di condividere con voi la mia felicità 
3) nelle tasche ho tutti gli amuleti possibili e immaginabili ed anche qualcuno in più  (Vi serve un quadrifoglio? Celò! Un cornetto rosso? Celò! Un sacchetto di sale? Celò!!!)


Orvieto: skyline inconfondibile e sorprese sotterranee

Mentre si corre sull'autostrada la sagoma compare da lontano, skyline che racconta più di tanti trattati di storia e di architettura. Man mano che la collina di tufo si avvicina, le guglie diventano più evidenti, si intravede addirittura l'alternanza dei marmi bianchi e scuri che rivestono la facciata...

Anche se davanti a voi ci sono ancora tanti chilometri da percorrere e le ore di viaggio sono ancora tante, almeno per una volta, fermatevi.

Uscite dal nastro di asfalto e regalatevi qualche ora di puro piacere ad Orvieto, la città umbra costruita su una rupe tufacea che ha molto da raccontare ed ancor più da mostrare. Non ve ne pentirete. E, ovunque siate diretti, riprenderete il viaggio con l'animo leggero e, ne sono sicura, con il sorriso sulle labbra.

Consapevole delle sue bellezze e dei suoi tesori, Orvieto è una "gran bella signora", conosciuta dal grande pubblico soprattutto per l'affascinante Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo della città: definito nelle sue forme gotiche dall'architetto senese Lorenzo Maitani, ancora oggi è il perno su cui ruota la città. Stupitevi (e scatenate la vostra passione per la fotografia!) dinanzi alla ricchissima facciata: ogni centimetro quadrato riserva una sorpresa, sculture, mosaici e bassorilievi che imbastiscono una sarabanda di citazioni della Bibbia e dei testi sacri. Tempio della fede, il Duomo è anche l'apoteosi della capacità dell'uomo di creare l'incredibilmente bello.
Se il Duomo è il richiamo più eclatante, per chi ha davvero voglia di scoprire i segreti della città, Orvieto riserva sorprese a non finire. Le origini etrusche e le successive stratificazioni medievali hanno generato il substrato ideale per la creazione di un mondo nascosto, un'altra dimensione della città, che si apre al visitatore attraverso percorsi sotterranei adatti a tutte le età, da esplorare con le guide specializzate di Orvieto Underground. Si arriva all'Orvieto ipogea passando attraverso il Parco delle Grotte, un luogo verde che scende fino a lambire il ciglio della rupe. Qui potrete entrare nella vita comune di chi ha abitato, nel corso dei secoli, la città sotto la città. Troverete i resti di un frantoio, un mulino, cantine, condutture per l'acqua, stalle, addirittura una cava di pozzolana da cui si estraeva il materiale per la "città di fuori" e parecchi vani che venivano utilizzati per allevare i colombi.


Nel cuore del caratteristico quartiere medievale, non perdete il percorso del Pozzo della Cava: qui i ritrovamenti archeologici indicano che ad Orvieto veniva prodotta una gran quantità di suppellettili di ceramica e che gran parte delle attività produttive erano ospitate nelle viscere della città.

Riprendete  quindi il percorso nei vicoli, fermatevi in piazza ad assaggiare i dolci locali e a sorseggiare un caffè, fatevi trascinare dalle note dei concerti che spesso vengono ospitati nei palazzi di Orvieto, assaggiate un calice di vino locale, corposo e saporito, ideale da affiancare ad un piatto di umbrichelli lavorati a mano (sono simili ai toscani pici, impasto povero di acqua e farina da condire con i preziosi doni del terriorio, tra tutti l'olio dorato, il profumato tartufo ed i funghi odorosi di bosco).


Abbiate il coraggio e la sfacciataggine di girare per la città entrando nei vicoli, nei cortili dei palazzi, dentro le chiese. Guardate, osservate, fotografate. E incamerate bellezza ed eleganza.
Mettete insieme tutte le emozioni e lasciatele sedimentare a lungo, fatele vostre. Solo così potrete sentire la voce delle pietre, che raccontano storie e leggende.
Nei negozi e nelle botteghe troverete, tra parecchia paccottiglia (ma dov'è che non se ne trova?), produzioni artigianali degne dei migliori shop internazionali. Di arte ad Orvieto ce n'è davvero tanta. Anche nelle piccole cose.


E non stupitevi se appesi ai muri troverete oggetti poveri trasformati, grazie a tocchi di fantasia, in installazioni artistiche.

Gli amanti del buon bere saranno entusiasti di visitare l'ex Convento di San Giovanni, dove è ospitato il Palazzo del Gusto con la grande Enoteca Regionale dell'Umbria, le cui cantine sfruttano i cunicoli scavati nel corso dei millenni nel tufi. E oltre al sapido Orvieto DOC, da assaggiare (anzi, centellinare lentamente) assolutamente è lo  svinnere, una bevanda alcolica di origine medievale, mix goloso di vino rosso, visciole, zucchero ed alcool, dal grado alcolico elevato ma non troppo che è complemento perfetto per dolci e gelati ...
Tornando indietro alla vostra auto, che avrete furbamente parcheggiato al parcheggio di Piazza della Pace, non distante dalla Stazione  e dalla funicolare che collega la parte bassa di Orvieto a quella alta oppure al Parcheggio del Campo della Fiera, da cui -tramite infinite scale mobili e tapis roulant si arriva fin nel cuore della città, non dimenticate di fare una sosta al Pozzo di San Patrizio, opera di Antonio da Sangallo il giovane, noto per la caratteristica doppia rampa elicoidale che permetteva agli asini e ai muli di non intralciarsi nel doppio senso di marcia.
Informazioni utili:
Per visitare la città ed i suoi tesori senza spendere troppo, acquistate la Carta Unica Orvieto,  che permette, ad un costo limitato (18€) e senza limiti di tempo, l'accesso gratuito a musei e ad i monumenti più importanti, tra cui il Pozzo di San Patrizio, Orvieto Underground, il Duomo, il Pozzo della Cava.
Se poi volete tuffarvi nella vita della città ed approfondire le sue proposte,non mancate di visitare il sito di Inorvieto:  è costruito molto molto bene, con tanti video ed informazioni utili!

giovedì 9 maggio 2013

Finestrelle toscane

La semplicità delle piccole cose riesce a raggiungere vette di perfezione.
Come in questo scorcio di Buonconvento (Siena).
 

Due finestre aperte nelle vecchie mura medievali, una minuscola e spoglia (l'affaccio di un bagno, chissa?), l'altra che si offre alla vista con tendine di pizzo vezzosamente arricciate alle estremità e due cassettine piene di piantine e di fiori.
 
Le mille gradazioni di colore dei mattoni di cotto a rendere speciale l'insieme.
 
Riuscire a cogliere questi i dettagli mi rende felice...

martedì 7 maggio 2013

Art&culture in Pistoia

Per chi pensa che Pistoia sia una città sonnolenta, che sia mollemente adagiata sul suo passato medievale e rinascimentale, ho una gran brutta notizia.
Pistoia NON è immobile e coglie con  voracità i fremiti che provengono dall'attualità artistica e culturale per farla giungere  fin nei vicoli della città, nei chiostri e nelle sedi civiche, invadendole con incontri, dibattiti, manifestazioni, esposizioni, vernissage...
Ogni scusa è buona per fare cultura e, per avere una panoramica del patrimonio contemporaneo custodito a Pistoia, dovete necessariamente iniziare con una visita a Palazzo Fabroni, dove è ospitata la raccolta di  Arti Visive e Contemporanee con mostre temporanee di esponenti di correnti internazionali ed opere di artisti pistoiesi.
Il centro museale si trova in posizione strategica (e, forse,  audace) dinanzi alla Chiesa di Sant'Andrea, proprio quella dove è custodito il pulpito di Giovanni Pisano: classico e moderno sono letteralmente contrapposti ma senza alcun contrasto, anzi... la linea continua dell'arte  raggiunge qui la "quadratura del cerchio"!
Premesso che di arte contemporanea ci capisco ben poco e mi limito a lasciarmi catturare dagli stimoli suggeriti dalle opere d'arte (insomma, la mia è una visita al museo fatta con "la pancia" più che con la testa), a  Palazzo Fabroni mi hanno colpito le installazioni colorate affisse sulle pareti bianche che creavano un gioco di contrasti cromatici sottolineati da giochi di ombre e di luci. Sono rimasta per 10 minuti buoni ad osservare la libreria disegnata sulla parete con un gioco di terre e polveri: un non luogo dove, anche nell'assenza, è forte la vibrazione emessa dai libri. Mi sono divertita a perdermi nel labirinto d'erba creato da decine e decine di canne di vetro verdi.
Ora dirò un'eresia, ma l'arte contemporanea per me è anche questo, giocare con le installazioni, viverle, sentirle come oggetti vivi. Come, appunto, a Palazzo Fabroni.
La voglia di fare e creare cultura di Pistoia non si ferma alle esposizioni museali, continua nelle tante mostre di fotografia ed eventi che coinvolgono l'intera città,  nella musica che proviene dalle orchestrine jazz e blues (non dimentichiamo che qui si tiene, da ben 34 anni, il Pistoia Blues Festival, per il 2013, da 3 al 7 luglio), nelle esibizioni dei performer, nei concerti di musica sinfonica e da camera patrocinati dalla Fondazione Promusica della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che presenta cartelloni con un nutrito carnet di artisti di livello internazionale, nelle rappresentazioni teatrali al Teatro Manzoni.

E voi, cosa aspettate a visitare Pistoia?




domenica 5 maggio 2013

In gita da Roma: abbandonarsi a dolci sogni sul lago di Bracciano

Nei dintorni di Roma si trovano, per la delizia e la gioia di chi vuole dedicarsi una domenica in mezzo alla natura, diversi laghi di origine vulcanica.
Se nel post precedente vi ho presentato il lago di Albano, a sud della Capitale, oggi dirigiamo la bussola a nord, fino ad arrivare ad uno dei laghi più grandi della provincia di Roma, il lago di Bracciano, su cui si affacciano le cittadine di Anguillara Sabazia, Trevignano ed, appunto, Bracciano, che domina il lago dall'alto con il castello  degli Odescalchi (vi ricordate? Qui si sono sposati Tom Cruise e Katie Holmes ed innumerevoli altre coppie vip).
Facilmente raggiungibile da Roma percorrendo la via Cassia bis fino all'incrocio di Settevene (oppure, la Cassia antica e poi la via Braccianese), il lago di Bracciano è conosciuto anche per ospitare, presso la località di Vigna di Valle,  il  Museo storico dell'aeronautica. L'ingresso al Museo è gratuito e vi è esposta una collezione ricchissima di velivoli che hanno partecipato ad azioni belliche ed hanno contribuito alla storia dell'aviazione italiana: perfetto anche se avete  bambini, che impazziranno a vedere da vicino gli aeroplani!
I motivi per allontanarsi dalla città e fermarsi sulle sponde del lago di Bracciano sono tanti: oltre a rilassarsi lungo la riva, prendere il sole sulla spiaggia (le trovate soprattutto dal lato di Anguillara), osservare le imbarcazioni che solcano le acque del lago, assaggiare nelle tante trattorie e ristoranti il "coregone" (detto anche lavarello, pesce  tipico del lago che viene proposto cucinato alla brace o con il salmoriglio) si può decidere di venire sul lago anche per i  mercatini: a Trevignano ogni prima domenica del mese e a Bracciano ogni seconda domenica.
Oltre alla paccottiglia solita dei mercatini, si possono trovare alcune produzioni artigianali che da sole meritano il viaggio. Come le ceste con il bordo di metallo, o la scultura ottenuta riutilizzando parti di attrezzi da lavoro!
Se passate a Trevignano, non dimenticate di fare una sosta da Sweet Dreams, un locale che affaccia sulla via principale e che merita più di due parole. Perché è caffetteria, sala da thé, punto di ritrovo per merende golose, rivendita di dolci e biscotti ma soprattutto è un laboratorio artigiano specializzato in torte nuziali, pasticceria inglese ed americana e cake design di altissimo livello.
 
Anzi, per essere corretti, Sweet Dreams è "laboratorio con uso di caffetteria self service". Perché qui, mentre Vittoria Vanni lavora "a vista", non troverete nessun cameriere per le ordinazioni, ma dovrete farvi il thè ed il caffè da soli (ottimo Nespresso professional), prendere in autonomia dagli erogatori la cioccolata calda, le spremute di agrumi, i succhi di frutta e le bevande, servirvi dei dolci utilizzando i piattini ed i piccoli vassoi che troverete a disposizione, quindi pagare e, senza che nessuno vi metta fretta, sedervi intorno ai tavolini. E tutto a prezzi contenuti, che fan venire voglia di tornarci. Per l'estate, poi, è a disposizione anche la macchina per il gelato!

Il locale è de-li-zio-so (ripeto, delizioso!), le pareti in pietra contrastano piacevolmente con i mobili ed i decori nei toni del bianco e del rosa (che tuttavia non risultano leziosi grazie al gioco equilibrato di pieni/vuoti). Grande uso di arredi e complementi Ikea, ma su tutto dominano le torte in esposizione: vien voglia di portarle via non per mangiarle, ma per lasciarle in bella vista!
  

venerdì 3 maggio 2013

Il mare a Pistoia

Sapete che Pistoia è una città dove arriva il mare?
No, non mi sono rincitrullita tutta assieme.
A Pistoia c'è davvero il mare.
Certo, non quello delle cartoline dove si vede la spiaggia, gli ombrelloni e le sdraio, le onde con la spuma bianca che sembra panna... no, quello lo lasciamo alla vicina Versilia. 
Per cui se volete tuffarvi e prendere il sole sdraiati sulla sabbia, con in sottofondo il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, siete nel posto sbagliato.
Ma se volete sentire l'odore ed il sapore del mare, farvi avvolgere dal gusto del pesce appena pescato e cucinato alla perfezione, a Pistoia il mare c'è!

Noi siamo rimasti increduli, nel corso del nostro viaggio a Pistoia, quando il nostro amico Armando ci ha invitati a pranzo all'Osteria La Cantinetta, aperta da poco in un locale storico del centro di Pistoia, in Via Crispi. A Pistoia ti aspetti di assaggiare piatti di terra, carne in dosi da acidi urici garantiti, funghi, magari castagne, ma non pesce e per di più fresco e gustoso!

Da fuori l'ingresso non si impone all'attenzione del passante: i toni chiari della vetrina ed il portoncino semplice si integrano nell'ambiente senza dar disturbo. Una volta che si varca la porta si entra in una sala curata ed accogliente, con dettagli di arte contemporanea alle pareti, che rasserena e predispone ad assaggiare le specialità proposte. L'Osteria si presenta come un contenitore sobrio per accogliere le mille sfumature delle creazioni culinarie proposte. C'è cucina di territorio rivisitata, piatti dove la carne è regina ma soprattutto qui si viene  per mangiare pesce. 
Che sa davvero di pesce, è più che freschissimo (arriva per ben due volte al giorno dai mercati ittici della costa) ed è trattato in modo superbo dal giovane chef Angelo Madonna, che riesce ad unire con competenza la tradizione mediterranea con tecniche di cucina internazionali. 
La materia prima è declinata in proposte interessanti, come i calamari tataki, la tempura di gamberi, le fettuccine (ovviamente  fatte a mano) con ragout di baccalà o la pasta ai frutti di mare, ricchissima di crostacei. E l'offerta dei vini, proposti dal restaurant manager Massimo Barelli, non è da meno (non per nulla  si chiama "Osteria La Cantinetta"... ottima la selezione di bottiglie proposte!).

Grazie ad Armando ci è stato permesso di fare alcune foto alla brigata di cucina e ad alcuni momenti di lavorazione: la cura per il dettaglio è maniacale, il risultato da urlo!





Ristorante Osteria La CantinettaVia F. Crispi, 15 - 51100 Pistoia
Tel. 0573 1781113
Cell. 339 3933394.