martedì 22 aprile 2014

Aereoporto di Fiumicino: il servizio taxi

Come vi segnalavo nei post precedenti, per arrivare a Roma dall'Aeroporto di Fiumicino (e viceversa) ci sono diverse possibilità: in auto, con il treno ed anche con il taxi (della quarta possibilità, con il bus, ne parliamo in un altro post). 

Premesso che è assolutamente indispensabile avvalersi del servizio pubblico (riconoscibile dal colore bianco, dal cartello luminoso "taxi" posto sul tetto della vettura e dalla licenza ben in vista) e non degli autisti abusivi che spesso cercano di procacciarsi clienti all'uscita delle stazioni e degli aeroporti promettendo impossibili tariffe scontate, il Comune di Roma ha stipulato una convenzione a tariffe pre-determinate per il tragitto da/per l'aeroporto con il taxi, comprensive del costo del bagaglio, per un massimo di 4 passeggeri: il tragitto da Roma a Fiumicino e viceversa, partendo dalla zona all'interno delle Mura Aureliane (praticamente il centro storico della città, inclusa la Stazione Termini) costa 48 euro, mentre se partite dalla Stazione Tiburtina sono 55 euro e dalla Stazione Ostiense 45 euro.
Se invece il vostro punto di partenza (o, nel caso di volo di ritorno, la vostra destinazione) è diverso da quello in convenzione, per la tariffa finale farà fede il tassametro e bisognerà comunque aggiungere il costo per il trasporto delle valigie (occhio: in città il tassametro deve segnalare la tariffa 1, mentre solo per il tratto fuori dai confini del Municipio - in pratica sul raccordo autostradale di Fiumicino - può essere applicata la tariffa 2, decisamente più costosa). Nel caso di itinerario non in convenzione, è nella facoltà del cliente chiedere al tassista di fare un percorso a propria scelta (qualche volta i tassisti meno corretti fanno fare una bella gita panoramica di Roma ai turisti inesperti... purtroppo capitato anche a me che inesperta della città non sono!)

Uscendo dall'aeroporto di Fiumicino i taxi in attesa si trovano  davanti alle uscite degli arrivi dei Terminal 1, 2, 3 e 5. 

Se si utilizza il taxi "a pieno carico", ovvero in 4 persone, la vettura pubblica può rivelarsi più conveniente e sicuramente più comoda del treno (il Leonardo express costa 14 euro a testa, i conti son presto fatti...) ed è la soluzione più pratica di notte (l'ultimo treno da Fiumicino è alle 22.50) a meno di non imbarcarsi in estenuanti attese dei bus.
A proposito di taxi a Roma: l'Agenzia per la Mobilità della Capitale ha introdotto due servizi per chiamare una vettura. 

Oltre ad utilizzare il numero automatico 060609, che mette in contatto il cliente con l'operatore più vicino (vi verrà chiesto di pronunciare in modo chiaro l'indirizzo e il numero civico di dove vi trovate: non appena un taxi vicino riceve la chiamata vi sarà data conferma e comunicato il tempo di attesa) potete installare sul vostro smartphone Android l'App "Chiama Taxi", che comunica la posizione tramite GPS al taxi più vicino e stima il tempo da aspettare.

domenica 20 aprile 2014

Il brunch (e le scelte) di Pasqua


La colazione di Pasqua (anzi il brunch, per dirlo all'americana, visto l'orario in cui è iniziata) è cominciata con un prosecco e una rondella di salame corallina, è proseguita con una torta rustica a base di stracchino e cicoria, qualche uovo sodo con scaglie di formaggio ed è terminata con una coppa di fragole e una (gran) bella fetta di dolcissima pastiera.

E l'agnello della tradizione?

Non so il vostro (e non discuto le scelte altrui, ci mancherebbe!) ma il mio continua a brucare felice la sua erbetta nel prato!
 

sabato 19 aprile 2014

Uova di Pasqua decorate e creative.

Se vi ricordate, avevo affermato di voler utilizzare questi pochi giorni di riposo per ritrovare la mia vena creativa. Ed allora, cosa c'è di più divertente (e facile!) che decorare le uova per il centro tavola di Pasqua? Se poi c'è anche il rischio (ehm!) di vincere un soggiorno per due persone in un hotel scelto tra quelli che propone HRS, il portale di prenotazioni alberghiere di alto livello (che ha lanciato tra i blogger un contest per la decorazione delle uova pasquali), non mi resta altro che chiedere aiuto e supporto ed allora... forza bimbi, tutti a dare una mano!

Nel mini kit che ci hanno inviato, abbiamo trovato 12 uova di plastica, 12 spiedini di legno e 12 ganci per appendere le uova. Inoltre c'era anche un panetto di creta, che non abbiamo utilizzato. 
In nostro aiuto è venuta la mia ricca collezione di masking tapes (i nastri colorati in carta di riso che si incollano su qualsiasi superficie), qualche vecchia boccetta di smalto per unghie (che mi ostino a comprare attirata dai colori stupendi ma che difficilmente uso), un nastrino adesivo di stoffa a quadretti bianco/verde, un pennarello a punta fine indelebile, un pezzettino di feltro colorato in cui abbiamo ritagliato farfalle e qualche gugliata di lana.

Il primo tentativo con i masking tapes è subito riuscito alla perfezione: con questo sistema abbiamo ricoperto 7 uova. Altre 4 sono state colorate con gli smalti (l'effetto lucido che compare una volta che la vernice è asciutta ci è piaciuto tantissimo), mentre l'ultimo uovo lo abbiamo lasciato bianco per disegnarci fiorellini stilizzati e scrivere "Buona Pasqua" con l'aiuto del pennarello.
Una volta terminata l'operazione "decoro" abbiamo provato a creare vari allestimenti:

  • infilzando le uova sugli spiedini di legno per creare un bouquet colorato;
  • appesi su un lungo cordoncino lavorato all'uncinetto per dar vita ad una ghirlanda (e le farfalline in feltro donano allegria e movimento all'insieme!);
  • sospesi su una struttura metallica per far nascere un "albero di Pasqua" stilizzato.
Forse le nostre uova non saranno preziose come quelle create dall'orafo Fabergé per lo zar di Russia, ma sicuramente sono allegre e bene auguranti!

L'uso di decorare le uova per Pasqua risale a tradizioni antichissime - sembra addirittura ai Persiani -  e ancora oggi nei paesi di tradizione greco-ortodossa è uso  dipingere di rosso le uova che vengono scambiate quale gesto augurale nel giorno della Resurrezione. Nei Paesi anglosassoni, tedeschi e scandinavi i bambini vengono invitati a cercare le uova colorate nascoste nel giardino di casa (famosa è la Easter Egg Roll, che viene organizzata a Washington alla Casa Bianca il lunedì dell'Angelo, cui partecipa anche il Presidente degli Stati Uniti).  

Che dite, vi piacciono le nostre uova decorate? Io sono sicura che domani, agganciate al nastrino che lega i tovaglioli, saranno molto apprezzate!

Ah, dimenticavo la cosa più importante...


Tantissimi auguri a tutti voi di Buona Pasqua!

(Se siete curiosi di scoprire i lavori degli altri partecipanti al contest, potete cercare su Twitter gli hashtag #uovadipasqua e #eastergg).


giovedì 17 aprile 2014

Uova di Pasqua decorate



Ed anche quest'anno siamo quasi arrivati a Pasqua: le scuole hanno già chiuso i battenti, chi poteva è partito per mete di vacanza programmate già da tempo (oppure per tornare per qualche giorno al paesello di origine, dove la festa è ancora vissuta con lo spirito della tradizione) ed io credo che un momento o due di sosta dalla usuale programmazione travel della Bussola sia più che opportuno, complice anche la voglia di rimettere in moto quella parte di me che adora inventare e realizzare progetti creativi.

Pasqua è dietro l'angolo ed allora... cosa c'è di più divertente e creativo che non decorare le uova di Pasqua? 
Quando ero piccola era un rito che condividevo con mia nonna Paolina: mettevamo le uova lesse a bagno per qualche ora in un decotto preparato con le bucce esterne delle cipolle rosse ed i gusci assumevano ben presto un bel colore porpora, che veniva reso lucido e brillante passando un goccio di olio con un panno morbido. Altre volte coloravamo le uova di verde utilizzando l'acqua in cui avevano bollito gli spinaci, mentre con lo zafferano le uova diventavano gialline. Il massimo del divertimento era colare la cera di una candela sui gusci prima di mettere le uova a bagno nell'acqua colorata, creando dei decori o scritte: dopo che i gusci avevano preso il colore, era sufficiente passare le uova sotto l'acqua calda, la cera andava via e... rimaneva il disegno in chiaro-scuro!

Le uova così preparate venivano poi adagiate in un cestino rivestito con la paglia o con un tovagliolino di lino e portate la sera in Chiesa a benedire. E la mattina di Pasqua, tutti a fare colazione con un ovetto benedetto!

Nei giorni scorsi ho fatto qualche ricerca sul web per individuare qualche idea di decorazione, ciò che vedete nelle foto è solo una selezione, ma se andate su Pinterest vi si aprirà un mondo! Con le uova colorate potete organizzare anche una caccia alle uova (come usa nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti) o creare un centro tavola (è sufficiente riempire una ciotola di vetro ed aggiungere qualche fiore). Partendo da sinistra: 
  1. rettangoli di carta riso incollati in ordine sparso rallegrati con i glitter;
  2. uova che richiamano la tradizione dell'Est Europa, con colori densi e puri e linee stilizzate;
  3. disegni di colla rivestiti con i glitter (o, in alternativa, nastri adesivi  brillantinati tagliati a forma di pois o fiori;
  4. uova grafiche: un pennarello a punta fine nera potrà fare meraviglie e dare un'aria stilosa a delle semplici uova sode
  5. tanta pazienza e mano ferma per avvolgere un filo di cotone bianco stretto stretto attorno all'uovo (un po' di nastro biadesivo faciliterà il compito), poi qualche fiorellino di carta e un pennarello per tracciare il ramo completeranno un progetto davvero primaverile;
  6. tanti puntini di colore vivo accostati l'uno all'altro creano sui gusci tulipani e fiori;
  7. per la porta di casa, appesa alla parete o lasciata distrattamente su una madia, la ghirlanda di uova di spago;
  8. semplicissime ed estremamente raffinate le uova lasciate al naturale ma rese preziose dalla doratura (nei negozi di belle arti trovate in vendita i foglietti d'oro sintetico ma va bene anche una carta dorata del cioccolato!)
  9. per le uova in black&white è sufficiente un pennarello a punta fine e una mano ben ferma per tracciare linee e disegni sulla superficie curva delle uova;
  10. molto in stile Martha Stewart, le uova dipinte nelle gradazioni di azzurro e turchese. Per avere linee rette ben definite, aiutatevi con lo scotch di carta;
  11. la carta giapponese avvolge perfettamente le uova ed il decoro con i fiori di ciliegio è un classico di questo periodo dell'anno!
A breve vi presenterò le "mie" uova di Pasqua: ancora oggi continuo la tradizione tramandata da mia nonna! 

mercoledì 16 aprile 2014

Milano & Gae Aulenti

Il rapporto dell'architetto e designer Gae Aulenti (scomparsa nel 2012) con la città di Milano è sempre stato strettissimo, fin da quando nel 1953 si laureò al Politecnico e successivamente vi lavorò come progettista, docente e giornalista. Per ricordare il suo attaccamento alla città, Milano le ha voluto dedicare una delle piazze più moderne e architettonicamente interessanti del nuovo asse di Porta Nuova: piazza Gae Aulenti.
Piazza Gae Aulenti è caratterizzata dalla forma circolare, archetipo stesso della "piazza ideale" quale fulcro vitale di una comunità, ed è la piattaforma aerea da cui si eleva l'altissima Torre Unicredit, il grattacielo più alto d'Italia - ben 231 metri - progettato dall'architetto argentino  César Pelli.
Una volta entrati nella piazza, le cascatelle ed i giochi idrici che movimentano lo specchio d'acqua centrale catturano lo sguardo, che viene invitato a sollevarsi verso la Torre dal gioco di specchi che riflettono le facciate di acciaio e vetro.
Qualche curiosità:

  • la piazza è in realtà una piattaforma sopraelevata di 6 metri dal piano stradale;
  • l'insieme è formato da tre Torri, di cui la Torre Unicredit (32 piani e 85 metri di guglia) è la più elevata;
  • per garantire il corretto clima, la facciata a nord è rivestita di vetri mentre quella a sud è ricoperta da linee orizzontali che svolgono la funzione di frangisole;
  • il pennone della torre richiama nella forma a spirale la guglia maggiore del Duomo di Milano ed è in acciaio forato per evitare la formazione di ghiaccio; 
  • la Torre è  rivestita di led che possono assumere diversi colori, creando di notte un effetto scenico unico;
  • gli spazi interni e gli uffici sono stati sviluppati secondo la filosofia "take your space", privilegiando aree di incontro e di uso comune e gli ambienti open.

Dalla piazza si ha una vista eccellente sui grattacieli (tra cui il Palazzo della Regione, il Pirellone, la Torre Diamante) e sulle nuove costruzioni di questo angolo di città: degno di foto il "Bosco verticale", il complesso edilizio ispirato all'evoluzione del verde cittadino, dove l'insieme dei balconi, in cui sono piantati alberi di alto fusto, crea un quadro verde vivente, in perenne mutamento a seconda delle stagioni.
La posizione invidiabile, antistante la Stazione Garibaldi e vicina alla movida di Corso Como, concorre a rendere Piazza Gae Aulenti un nuovo polo di attrazione della città di Milano, da cui si può avere un assaggio di quella che potrà essere una volta completati i lavori e le opere per Expo 2015.

martedì 15 aprile 2014

Arredo + Milano + Design: Fuorisalone 2014 (II^ parte)

Ancora qualche foto scattata lungo gli itinerari del Fuori Salone di Milano: in questo post il focus non è tanto sui singoli complementi di design (lascio la descrizione "tecnica" alle home-designer blogger, sicuramente più capaci di me) quanto su alcune installazioni ed eventi particolarmente divertenti o comunque interessanti scoperti lungo le vie di Brera.
Iniziamo dalla lounge di Bertazzonifabbrica di Guastalla (Reggio Emilia) nata alla fine del 1800: se all'epoca il suo nome entrava nelle case delle massaie italiane attraverso fumose cucine economiche, l'attuale produzione si è specializzata in cucine di design, dove le linee della tradizione si vestono di colori allegri e solari. Per far testare le reali capacità delle cucine e dei piani di cottura ai tanti curiosi che si aggiravano al Fuori Salone, cosa c'è di meglio di un piatto di amatriciana... preparata al momento da uno chef con l'ottima pasta Rummo? Mi dicono che l'assaggio era davvero buono: io ho desistito dinanzi alla lunga fila di persone in attesa!
L'uso insolito dei materiali e il riuso intelligente sono caratteristiche che si ritrovano spesso nelle collezioni presentate al FuoriSalone. E mentre il marmo turco mostra nella staticità l'infinita duttilità della pietra, nel leggerissimo poncho destrutturato di Paola Navone il tessuto non tessuto è solo un supporto per far risaltare il colore, vero protagonista.
Il cartone da imballaggio "nature", assemblato con cartoni colorati e tagliato con il laser da vita a cubi che diventano sculture, puff e sgabelli. Il feltro di scarto si veste di colore e si trasforma in installazioni che assomigliano a palloncini colorati o a zucchero filato. Piccoli oggetti con un grande pregio: fanno sorridere anche nelle giornate più buie!
Al The Scandinative workspace il design è pratico, raffinato, bello: nonostante negli ultimi anni i creativi scandinavi siano fin troppo presenti sul mercato, la produzione nordica continua sempre a piacere! La culla-lettino-casetta in legno è una piccola alcova dove i sogni dei bambini diventeranno favole. Per ora, il fortunato è l'orsetto...
 
La luce: uscendo dal The Scandinative Workspace si intravede, attraverso persiane spalancate non per caso, un lampadario sontuoso, dove il rosso sfacciato delle decorazioni contrasta con la leggerezza del cristallo ed il verde pallido del paralume. Assolutamente esagerato, ma il colpo d'occhio c'è! Perfino nei fogli accartocciati di metallo che danno vita a fiori astratti la materia e la luce assumono una veste sofisticata.
In soccorso degli affaticati (e sudati) maratoneti del Fuori Salone c'è la temporary Laundry" di Vanity Fair in Corso Garibaldi. Si entra, si lasciano le magliette da rinfrescare e mentre le nuove lavatrici Samsung pensano a lavare ed asciugare, si può sorseggiare una tazza di the, bere una birra o sgranocchiare qualche dolcetto. Idea semplicemente deliziosa!
Per finire, solo un assaggio della lounge di Casa Facile: fresca, leggiadra, piena di idee e spunti, è stata anche la mia "casa" per un pomeriggio intero. Un luogo accogliente dove mi sono fermata a chiacchierare con le amiche, ho seguito workshop, ho creato con nastri colorati. Volete saperne di più? Trovate tutto nel numero di maggio della rivista!

lunedì 14 aprile 2014

Arredo + design + Milano: Fuorisalone 2014

Che nel nostro Paese stia lentamente tornando la voglia di investire e di credere, seppur con tanta titubanza, nel futuro, l'ho percepito nettamente nei due giorni in cui sono stata a Milano in occasione della 53^ edizione del Salone del Mobile: appena scesa dal treno, complice la giornata piena di sole, sono stata favorevolmente avvolta dall'aria carica di energia e sorpresa per la presenza di numerose delegazioni di contractor stranieri (russo, cinese, arabo e tedesco le lingue più diffuse) che giravano per la città alla scoperta degli infiniti eventi organizzati per promuovere la filiera del mobile e del design.
L'evento internazionale è la piattaforma di osservazione privilegiata per fare il punto sul cosiddetto "sistema Italia", valutarne gli sviluppi, le potenzialità e testare la risposta dei mercati esteri. Investire in promozione ma soprattutto in competenze, trasformare l'effimero in concretezza e valore. Se l'atmosfera di Milano è anche solo indicativa, possiamo davvero iniziare a scommettere sulla ripresa economica!


Il Salone del Mobile, che si svolge nella sede di Rho-Pero della Fiera di Milano, rappresenta il lato più commerciale, formale ed "istituzionale" dell'evento milanese mentre il Fuori Salone (l'insieme di feste, appuntamenti, installazioni ed esposizioni open) è una grande centrifuga in cui idee, sperimentazioni, prototipi e concetti vengono inseriti nel contesto urbano e resi fruibili a tutti. Cadono le barriere tra "addetti ai lavori" e semplici visitatori, ci si scambiano dritte su dove/cosa/quando andare, si scoprono cortili abbandonati tornati a nuova vita per ospitare capsule collection e si va alla ricerca delle location che ospitano le temporary gallery.

C'è l'ansia di vedere, di esserci, di scoprire, di raccontare, in una mega festa open che coinvolge e rende frenetica Milano. Tra tutti predomina la categoria professionale degli architetti e degli interior designer: si riconoscono da lontano per la capacità unica di saper abbinare colori ed accessori che, se messi insieme da chi del mestiere non è, potrebbero dar vita ad un guazzabuglio bizzarro. Lo stile di chi il design lo fa, lo usa, lo crea - e non solo lo acquista - è inimitabile. Insomma, la classe non è acqua!
Divertente passeggiare lungo le vie dei Distretti (tra cui Brera, Porta Venezia, Tortona, Ventura-Lambrate, La Triennale, Paolo Sarpi, Le 5 Vie) del Fuori Salone, ascoltando commenti estasiati, entrare nelle sale espositive, fermarsi ad osservare arredi innovativi e sperimentali. 

Denominatore comune a tutti i visitatori: uno smartphone (o un tablet) in mano per essere sempre pronti a riprendere e condividere dettagli e curiosità. Credo che in questi giorni il flusso di condivisioni su Instagram con l'hashtag #fuorisalone abbia raggiunto picchi elevatissimi!
Praticamente impossibile fare un report esauriente di tutto ciò che ho visto: per oggi vi lascio con una selezione di complementi che mi hanno particolarmente entusiasmato, raggruppati per settori.

Partendo dall'altro trovate: 

1) Le sedute. Dissacranti, leggere, inaspettate, portano nelle case un tocco di diversità e di colore. 

2) Il marmo: ho rivalutato l'uso di questo materiale prezioso, naturale e dalle sfumature infinite. Lavorato come se fosse legno crea strutture incredibilmente leggere, le venature ed i chiaro-scuri della pietra si sostituiscono alle stoffe preziose e si trasformano in paralumi che filtrano la luce donandole colori sfumati. 

3) Il design customizzato. Mi sono innamorata delle sedie, degli sgabelli e dei tavoli di TOG, il nuovo brand brasiliano che mette insieme spiriti creativi come Philippe Starck e Sebastian Bergne, per dar vita ad oltre 50 prodotti che si possono personalizzare con spaghi, corde, "abiti" lavorati a crochet che creano totem antropomorfi. Ma avete visto che meraviglia il tavolo e lo sgabello per bambini che una volta rovesciato crea un castello? Ed il cappello-sgabello che all'interno può ospitare piccoli tesori? 

4) I giochi ed i colori: il design è sperimentazione creativa e attraverso il colore ed i materiali rompe i vincoli, ponendosi al centro dell'attenzione. Se la stoffa inventa un giardino di cactus, il feltro ed il cartone danno vita a macchie di colore che ricordano suk mediorientali mentre semplici mattoncini Lego improvvisano un'installazione minima che ribadisce la ludicità insita nel creare.

sabato 12 aprile 2014

Umbria verde: Borgo San faustino

L'entusiasmo per la bella esperienza le ha fatto (finalmente!) superare il timore di scrivere su La Bussola e il Diario: oggi Laura ci segnala un agriturismo incantato in Umbria, dove a far compagnia agli ospiti sono buffi animaletti intagliati nel legno che si "arrampicano" perfino sui letti e sulle lampade. Un angolo di paradiso, dove lo sguardo può perdersi all'infinito.

Salve a tutti!

Sono Laura, appassionata di viaggi, cibo e natura e poiché la Bussola e il Diario è un blog che parla proprio di questi argomenti, vorrei condividere con voi la mia esperienza in Umbria, che ho vissuto lo scorso week-end presso l'agriturismo Borgo San Faustino.
Premesso che questa vacanza mi è stata gentilmente regalata per Natale da mio padre - si, proprio lui, il mitico Franz!- che l'ha acquistata sul sito di Groupalia (credo che qualcuno di voi lo conosca ma, per chi non lo sapesse, è una compagnia online che si occupa di social shopping e vende pacchetti riguardanti viaggi, servizi e prodotti). Il pacchetto prevedeva un soggiorno di una notte in camera doppia, cena per due, un percorso SPA e la colazione per il giorno seguente.

Ovviamente appena ho ricevuto il voucher ho immediatamente prenotato (questi coupon hanno una scadenza ravvicinata) ed ho scelto come data lo scorso week end perché era il compleanno del mio compagno: mi è sembrata un'idea molto carina festeggiare in un splendida regione come è l’Umbria!
Siamo partiti da Roma sabato mattina verso le 9 ed in meno di 2 ore siamo arrivati a Borgo San Faustino. Questo agriturismo, che si trova in Località San Faustino in provincia di Terni, si raggiunge facilmente con l’Autostrada A1 uscendo ad Orvieto, ci si immette poi sulla S.S. 71 in direzione di Arezzo fino al bivio per Morrano (a destra) ed infine si imbocca la strada provinciale 101 che si percorre per 7 km. Lungo la strada vi sono parecchie curve: lo dico per chi come me soffre il mal di macchina, a cui consiglio di sedersi davanti!

Appena arrivati ci hanno subito consegnato le chiavi della stanza. I casali del 1500, dove si trovano gli alloggi, sono stati tutti ristrutturati creando una calda atmosfera e la sensazione di trovarsi fuori dal mondo ed in pace. Le camere sono arredate in stile romantico ed accogliente, con dei complementi di arredo in legno fatti a mano assolutamente unici, come potete vedere nelle foto.
Nel pomeriggio abbiamo provato il percorso SPA di 1 ora, che comprendeva: sauna, bagno turco, docce emozionali, sala del ghiaccio e idromassaggio. Per chi dovesse recarsi in loco consiglio, dopo essersi sistemati in camera, di prenotare subito questo percorso, poiché entrano solo 6 persone alla volta. Noi siamo stati molto fortunati perché, anche grazie alla bassa stagione, abbiamo avuto la SPA tutta per noi! Un'esperienza assolutamente da provare per rilassarsi e godere appieno questo magnifico posto. Inoltre, se siete interessati, potete usufruire di trattamenti estetici come massaggi, manicure, trattamenti corpo e viso.
D'estate è possibile fare anche un salto nella piscina esterna, con idromassaggio e piscina per i più piccoli. Inoltre vi sono altri servizi tra cui: il campo da bocce, il ping pong, le mountain bikes, l'area giochi per i bambini, il trekking e le visite all'azienda ed alle produzioni. Insomma, un assoluto divertimento per grandi e piccini!
Il borgo, come ho detto in precedenza, si trova vicino ad Orvieto, posizionato sulla sommità di un colle e gode della vista di un paesaggio davvero unico e suggestivo. Inoltre Borgo San Faustino è un azienda agricolo-biologica di oltre 250 ettari con allevamenti di bovini e suini, produzione di ortaggi, frutta e cereali. Vi ho appena detto ciò per introdurvi alla splendida cena che ci è stata servita in una incantevole saletta, sempre arredata con mobili e complementi di legno. 

La cena, con menù alla carta, era composta da antipasto, primo, secondo, contorno e dolce. Per antipasto abbiamo preso un tagliere di formaggi e salumi, tutti prodotti del territorio o fatti nell'azienda agricola di proprietà, insieme a dei crostini misti con salciccia, salsa piccante, pomodorini. Come primo piatto abbiamo preso delle tagliatelle al sugo di cinghiale bianco e delle crespelle alle zucchine (come potete vedere nelle foto), seguite da una tagliata di manzo e da bocconcini di cinghiale. Tutto cucinato alla perfezione, il sapore ottimo e si sentiva che le materia prime erano di grande qualità. 
Da segnalare che tutti i piatti che vengono proposti sono rivisitazioni di antiche ricette basate sulla semplicità degli ingredienti. In particolare il pane alle noci era qualcosa di spettacolare e delizioso! 

A Borgo San Faustino tutto è stato perfetto: il soggiorno, il cibo, l’accoglienza e la soprattutto la grande gentilezza del personale.
Attraverso il racconto del mio week end umbro spero di avervi donato una po' di quella pace e tranquillità che possiede Borgo San Faustino e, soprattutto, di avervi incuriosito e fatto venir voglia di andare, anche voi, a provarne l'accoglienza (se volete saperne di più, andate sul il sito web del resort!).

Grazie a tutti :)

Laura